Dal momento che a Berna si cincischia, a Bellinzona ci si trastulla e l’allegra compagnia crede che i problemi legati ai frontalieri, agli stranieri, al dumping salariale e al mondo del lavoro si risolvano da soli, l’UDC ricorda che il Ticino è in attesa di votare sull’Iniziativa “Prima i nostri”, declinazione ticinese dell’iniziativa votata il 9 febbraio 2014.
Forse qualcuno crede che 6 2 5 5 5 siano numeri da giocare al lotto. Così non è. Rappresentano lo specchio di una situazione surreale, che peggiora di mese in mese, e di fronte alla quale irresponsabili e persone in malafede si consolano citando dati – falsi – sui senza lavoro. Falsi perché non prendono mai in considerazione le persone che sono costrette a ricorrere all’assistenza sociale.
Noi siamo convinti che “Prima i nostri” sia in grado di migliorare sensibilmente la situazione. Non sarà forse la panacea per ogni male, ma su un particolare non possiamo transigere: i cittadini hanno il diritto di esprimersi e, dunque, di andare al voto.
Non permetteremo che si rimandi alle calende greche, sperando che eventi esterni neutralizzino gli strumenti messi a punto dall’iniziativa dell’UDC Ticino. Non è solo una questione di democrazia diretta, bensì di decenza.
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