Calcio spettacolo – Del Don contro Fonio


Il pensiero (“post”) del giorno lo assegno oggi al dottor Orlando Del Don, in polemica con il pipidino Fonio sulla famosa (o famigerata) partita di calcio.

Sulla questione io non ho l’obbligo di mostrarmi neutrale e dico subito che si è trattato di una trovata goffa e pacchiana, che non ingannerebbe un bambino dell’asilo. Avranno sì (e avranno già avuto) l’applauso dei “politicamente corretti”. Ma UN voto che è UNO non lo guadagneranno (anzi).

Particolarmente maldestro è il chiassese quando (in un post) rinfaccia a Del Don il debole risultato elettorale di aprile (della Destra, dell’UDC, suo personale?) Da che pulpito! All’insegna del motto: “Spararsi in un piede, che godimento!” TACERE no eh?

Ha parlato il primo della classe! Fonio si squalifica da solo con questa presa di posizione. A conferma e riprova di quanto ho sostenuto e detto: politica-spettacolo finalizzata alla disperata ricerca di consenso e vuoto a perdere per quanto riguarda l’impegno politico serio. Vedere poi negli avversari politici – come praticato nella fattispecie da Fonio – le proprie intenzioni e cercare di girare la frittata e attribuirla agli Altri è semplicemente patetico e puerile. Visto però che egli insiste compiacendosi delle sue performances in ambito della politica-spettacolo mi sento di dire ancora due parole. E cioè che sarebbero magari da prendere in considerazione forse anche altri casi umani con le partite domenicali, categorie sociali dimenticate e che non sono da meno, meritando tutta la sua e altrui attenzione: penso ai disoccupati, a quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, quelli che sono in assistenza, tutti coloro che si disperano perché malati e invalidi, per non dimenticare poi quelli che hanno subito torti e vessazioni dalla giustizia e dallo Stato, i giovani che non riescono a terminare gli studi, quelli che si ammazzano di lavoro e non riescono a mettere da parte un franco, come pure tutti quelli che sono in Burn out, quelli che non hanno più fiducia nel prossimo, quelli che non hanno più futuro, le persone abbandonate e sole, i nostri anziani che muoiono soli e abbandonati in appartamenti anonimi, i giovani che hanno subito violenze e abusi, ecc. Devo continuare? Fonio, hai perso un’altra occasione per stare zitto e per risparmiarci la tua prosopopea e la tua spocchia.

Orlando Del Don

 

Relatore

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