Non a Umberto Gatti, non a Ticinolibero
Non poteva piacere a Umberto Gatti.
(da Ticinolibero) «Che tristezza… la classe politica di questo cantone inizia ad assomigliare sempre più a quella della vicina penisola», ha tuonato il giovane. «Brava o non brava che sia stata la consigliera federale Widmer-Schlumpf queste scene sono davvero tristi e poco rispettose della carica ricoperta, delle istituzioni e dei nostri valori*** … valori che i presenti in questa foto reclamano tanto di voler difendere».
Ricorderemo al giovane e zelante censore che questa misera fine chiude una bruttissima storia nata nel sotterfugio e nell’inganno (***) nella quale il presidente del suo partito – tuttora in carica, non sappiamo se considerarlo un miracolo o uno scandalo – ha avuto un ruolo determinante.
Otto anni fa hanno intrigato e brindato. Adesso raccolgano i cocci.
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