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Il pizzo di Cosa Nostra

Purtroppo non si tratta di ricami e merletti, ma di 21 arresti avvenuti oggi a Palermo con l’accusa di estorsione di denaro per mezzo del  “pizzo di Cosa Nostra”.

L’area in cui sono avvenuti i fatti riguarda una parte della provincia di Palermo che comprende Bagheria, Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia.

36 liberi cittadini si sono ribellati e, dopo decenni di versamenti,  si sono fatti forza per far emergere nomi, cognomi e fatti di “pizzo” sinora sconosciuti alle forze dell’ordine, forse grazie all’effetto psicologico dell’orda di arrestati delle cosche e le recenti attività virtuose contro la mafia.

Il “pizzo” nasconde un mondo di vittime e carnefici fatto di onesti imprenditori che di svenano per pagare i malavitosi. Sicuramente ribellarsi al pizzo è un atto di coraggio che può avere un prezzo molto alto ma è altresì un atto dovuto, a scapito di quell’omertà che è a tutt’oggi il fondamento primario dei sistemi mafiosi.

 

Hedy Lamarr

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