L’area in cui sono avvenuti i fatti riguarda una parte della provincia di Palermo che comprende Bagheria, Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia.
36 liberi cittadini si sono ribellati e, dopo decenni di versamenti, si sono fatti forza per far emergere nomi, cognomi e fatti di “pizzo” sinora sconosciuti alle forze dell’ordine, forse grazie all’effetto psicologico dell’orda di arrestati delle cosche e le recenti attività virtuose contro la mafia.
Il “pizzo” nasconde un mondo di vittime e carnefici fatto di onesti imprenditori che di svenano per pagare i malavitosi. Sicuramente ribellarsi al pizzo è un atto di coraggio che può avere un prezzo molto alto ma è altresì un atto dovuto, a scapito di quell’omertà che è a tutt’oggi il fondamento primario dei sistemi mafiosi.
di Paolo Camillo Minotti 75 anni fa, il 9 maggio 1945, terminava ufficialmente la seconda guerra…
Su Liberland, il nuovo microstato libertario sorto nella primavera del 2015 sulla sponda ovest del…
* * * Intervista flash al presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille…
Mi chiamo Publio Orosio Vatreno, e non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui, di nuovo…
La rivelazione di nuovi dettagli legati ai cosiddetti files Epstein — dossier che riportano, tra…
Niccolò Salvioni - 8 febbraio 2026 (9) La trappola della neutralità: come la Svizzera... -…
This website uses cookies.