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Liederchanto 2015 si è conclusa in bellezza con “Romancero Gitano”

Dario Garegnani, direttore; Beatrice Binda, soprano; Barbara Fasol, soprano; Elisa De Toffol, mezzosprano; Kiok Park, basso; Andrea Bragiotto, tenore; Marco Pisoni, chitarrista; Kim Jaenam, tenore. In basso: Elena Serra, mezzosoprano e Carlo Andrea Masciadri, basso. Fotografie di Kristiana De Zen.

* * *

Si è conclusa nel pomeriggio di domenica 13 dicembre la rassegna concertistica LiederChanto, dedicata alla vocalità da camera in un percorso che ha esplorato generi ed organici molto differenti. Come concerto di chiusura abbiamo scelto di proporre un ciclo musicale relativamente poco eseguito, il Romancero Gitano di Mario Castelnuovo-Tedesco per voci e chitarra solista. La scelta è caduta su un brano della piena maturità dell’’autore, inserito a pieno titolo nel repertorio chitarristico e vocale del ‘900 per sue caratteristiche peculiari. Le voci di otto solisti, due per ciascun registro vocale, sono state impegnate nel rendere la difficile poesia di Federico Garcia Lorca in tutto il suo splendore cupo.

Di fatto questo ciclo è una serie articolatissima di immagini di Spagna, cui va tolta ogni volontà di rappresentazione oleografica o descrittiva. La Spagna di Garcia Lorca è una terra di odori, profumi, calore, terra; la descrizione resa in musica da Castelnuovo Tedesco ammicca certamente al Cante Jondo, lo stile più profondo e sofferente del flamenco tradizionale, ma con un linguaggio molto raffinato sembra quasi rivolgersi a modelli alti, alla grande tradizione del madrigale. Le voci non sono trattate come davvero parti di un coro, ma come individualità in discussione, talvolta in conflitto. La musica, il contrappunto e le armonie stupende di questo ciclo rivestono come un guanto la parola poetica, la rendono in ogni sfumatura, la affiancano nel suggerire immagini potenti, la sostengono in ogni virgola nell’’evocare atmosfere piene di nostalgia. La Spagna è un pretesto per un viaggio emozionale e molto fisico fatto di immagini, come un ideale montaggio cinematografico fatto di contrasti e apparenti incongruenze. Tutto può apparire più chiaro solo alla nostra sensibilità più intima e al nostro ascolto più istintuale. Un approccio del genere fa di questo lavoro una vera opera ‘contemporanea’, per la sua qualità, per la sua consistenza. Il programma è stato completato da una breve coda ‘natalizia’, caratterizzata naturalmente, il più possibile, da un approccio ‘liederistico’. Musica dal ‘500 alla seconda metà del ‘900 dedicata a Natali diversi, ma sempre con un riguardo speciale alla qualità del testo poetico e alla sua resa musicale ‘cameristica’.

Un grazie particolare ai cantanti impegnati in questo lavoro, Beatrice Binda e Barbara Fasol (soprani) Elisa De Toffol ed Elena Serra (Contralti) Andrea Bragiotto e Kim Taenam (tenori) Carlo Andrea Masciadri e Park Kiok (Bassi). La difficile parte solistica è stata sostenuta alla chitarra da Marco Pisoni.

Dario Garegnani, direttore musicale

Relatore

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