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San Gottardo: la campagna volge al grottesco – di Doron Favaro

Gottardo: su cosa votiamo? (titolo originale)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo, che non impegna la linea del portale.

* * *

La campagna elettorale sul raddoppio del Gottardo sta volgendo al grottesco. Dapprima i Raddoppisti lamentavano l’enorme (a loro dire) cementificazione che la costruzione delle stazioni di trasbordo avrebbe comportato per l’alta Leventina. Peccato però che, dati USTRA alla mano, la creazione del cantiere per scavare il secondo tunnel comporta una cementificazione ancora maggiore per la regione, addirittura cinque volte di più.

In seguito si è parlato dell’aumento della sicurezza per gli utenti. Aumento beninteso di cui si potrebbe beneficiare unicamente tra più di vent’anni. Eppure quasi tutti gli incidenti con esito tragico sono stati provocati da camion. E proprio per togliere i camion dalla strada si è costruito AlpTransit. Un investimento da 24 miliardi per migliorare la sicurezza stradale (l’obiettivo è, infatti, quello di togliere tutti i camion in transito dalle strade) e la qualità di vita sull’asse Nord-Sud. Investire tre miliardi in strade aggiuntive per permettere un maggiore afflusso di traffico ad una maggiore velocità va invece contro tutti i risultati di tutti gli studi in materia di sicurezza stradale.

Infine si è parlato tanto dell’isolamento del Ticino durante i lavori. Peccato però che nel suo ultimo rapporto l’USTRA preveda la possibilità di effettuare, almeno fino al 2035, tutti i lavori durante le ore notturne, lasciando così aperto il Gottardo durante il giorno. Inoltre il gruppo di esperti di RailValley constata che il microclima all’interno del tunnel rallenta la degradazione delle componenti, le quali si trovano in condizioni parecchio migliori rispetto a quanto ipotizzato precedentemente. Il risanamento, secondo la loro proposta, può avvenire senza nessun giorno di chiusura definitiva del tunnel e con costi nell’ordine di 3-400 milioni di franchi

Allora viene spontaneo chiedersi: ma su che cosa stiamo votando?

Doron Favaro, I Verdi, membro di GPS

Relatore

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