Via le notifiche online dal sito del Cantone 2.0 – di Fiorenzo Dadò

Questa volta per davvero!

Pubblico integralmente questo testo, non senza confessare che mi lascia perplesso. Nel Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino (detta anche dal Vate di Sagno “Repubblica dell’iperbole”) siedono i leghisti Gobbi e Zali, accanto al democristiano Beltraminelli, che fa squadra azzurra con Dadò. Ora, che Bertoli e Vitta votino NO mi appare scontato, ma… C’è qualcosa che non quadra. Forse ha ragione mia moglie (una donna molto saggia) che ogni tanto mi dice: “Tu di politica non capisci niente. Cosa scrivi a fare?”.

Nel marzo del 2014 il Gran Consiglio ha accolto due atti parlamentari relativi alla richiesta di abolizione delle notifiche online. Iniziative parlamentari provenienti sia da sinistra che da destra. Il rapporto favorevole era poi stato preparato in maniera minuziosa dal Capogruppo PPD Fiorenzo Dadò ed aveva raccolto l’unanimità dei commissari della gestione e l’accoglimento da parte del plenum. Il rapporto chiedeva di aprire uno sportello in una zona periferica, per es. a Cevio o la Valle di Muggio. Una proposta da subito criticata dai relativi uffici cantonali ma che ai più era sembrata una soluzione sensata per il raggiungimento degli obiettivi prefissi.

Il motivo di questa importante adesione stava nel fatto che il tema dei padroncini era (ed è) molto sentito dai molteplici attori presenti in parlamento che operano concretamente sul nostro territorio cantonale. A soffrirne la presenza sono sia le aziende sane che i lavoratori. Le prime si vedono ridurre in maniera importante le commesse e i secondi sono messi sempre più sotto pressione da una concorrenza senza possibilità di paragone.

I numeri di questo fenomeno negativo per l’occupazione e per le nostre aziende locali sono devastanti. Basti pensare che nel solo 2014 sono state oltre 25’000 le persone che hanno raggiunto temporaneamente il nostro territorio per svolgere in totale oltre 673 mila giorni di lavoro. Stiamo parlando di circa 3’000 posti di lavoro a tempo pieno.

Ora, davanti ad una decisione parlamentare importante a tutela del nostro tessuto sociale e lavorativo, il PPD ritiene che il Governo debba attivarsi immediatamente per far rispettare il voto del legislativo senza accampare scuse. Gli intenti degli iniziativisti e del relatore del rapporto Fiorenzo Dadò erano chiaramente quelli di cercare di inserire dei paletti affinché il mercato ticinese non venga abbondonato all’invasione della concorrenza estera.

Considerato che il Consiglio di Stato non intende dare seguito alla volontà espressa dalla quasi unanimità del Gran Consiglio in occasione del marzo 2014 il gruppo PPD presenta un’interrogazione in merito agli asseriti sforzi del Consiglio di Stato e un’iniziativa parlamentare per l’eliminazione per via legislativa della notifica online dal sito del Cantone.

Partito popolare democratico (on. Fiorenzo Dadò, capogruppo parlamentare)

 

Relatore

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