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Gottardo: Aeschlimann e Duca in fuorigioco – di Andrea Ghisletta, appassionato di hockey

Il Ticino è terra di passione hockeystica e Ambrì Piotta e Lugano non hanno rivali nel nostro Cantone nell’infiammare i cuori dei numerosi tifosi – compreso il sottoscritto – con le loro gesta e la loro storia. Molto meno passionale è per me l’impegno di alcune figure di spicco dei due club per un secondo tubo al San Gottardo.

Jean Jacques Aeschlimann, ex giocatore e attuale dirigente bianconero, si ritrova a spiegare in un video promosso dai raddoppisti le difficoltà che ci sarebbero nel dover prendere vie alternative come il San Bernardino per recarsi in trasferta. Il capitano dell’Ambrì Paolo Duca ricorda invece la chiusura in seguito al tragico incidente del 2001 e teme l’isolamento del Ticino dalla Svizzera.

Desidero ora spiegare ad Aeschlimann e Duca perché ritengo che le loro esternazioni siano inesatte e rassicurarli: anche in caso di riuscita del referendum, potranno continuare a praticare senza stravolgimenti il loro splendido lavoro.

Infatti l’ultimo rapporto dell’USTRA dell’11 novembre 2015 segnala che le operazioni di risanamento alla galleria del Gottardo, alla luce delle nuove sorprendenti misurazioni, potranno essere eseguite con normali chiusure notturne fino almeno al 2035 e con un costo di soli 126 milioni di franchi! Non sarà inoltre necessario alzare la soletta del tunnel di 30 centimetri, poiché il Ticino non ha alcun interesse a far passare meglio e in maggior numero i TIR europei.

Gli esperti di RailValley sostengono addirittura che nessuna chiusura sarà necessaria e che il risanamento può essere effettuato con soli 250 milioni di franchi.

Se, e sottolineo se, ci dovranno essere brevi chiusure invernali, il collegamento tra Sud e Nord della Svizzera resterà comunque garantito. Bus e auto di tifosi e beniamini potranno trovare spazio sulle strutture di trasbordo ad Airolo e Göschenen, forti di una capacità di 800 veicoli all’ora in ogni direzione. Tale capacità è praticamente la stessa delle auto in transito oggigiorno nella galleria autostradale (per i camion sono previste le stazioni di trasbordo a Erstfeld e Biasca e a Chiasso e Basilea). Inoltre si potrà comodamente viaggiare con il treno: i numerosi tifosi biancoblu provenienti dal Canton Uri potranno per esempio posteggiare a Göschenen (dove è già previsto un maxi parcheggio per gli impianti sciistici di Andermatt), per poi recarsi comodamente alla partita in treno. Una situazione quindi parecchio diversa da quella del 2001, quando la chiusura dell’asse Nord-Sud era stata inaspettata. Il Ticino rimarrà perciò ben accessibile sia in treno che con gli autoveicoli, quindi non sarà isolato!

Il raddoppio è di gran lunga la soluzione più costosa e avrebbe un pesante impatto ambientale. L’esperto di economia del traffico Markus Maibach stima che il 30% dei transiti del Brennero potrebbero passare al Gottardo nei prossimi anni, in particolare con un secondo tubo, mentre lo studio Senozon prevede un peggioramento degli imbottigliamenti sia in Ticino che in Svizzera interna.

Serve dunque votare NO al raddoppio, per non lasciare alle generazioni future un Ticino sconquassato territorialmente e inquinato lungo l’A2, non solo da Chiasso a Lugano, ma anche fino a Bellinzona e su su fino in Leventina.

Andrea Ghisletta

Relatore

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