Categories: Democrazia attiva

Sposarsi SÌ, sposarsi NO ? Cosa mi dice il fisco? – di Valerio de Giovanetti

Martedì 9 febbraio il Consigliere di Stato Bertoli in merito all’iniziativa popolare “per il matrimonio….” in votazione il prossimo 28 febbraio scriveva “Un favore ai coniugati benestanti”. Mi sento di esprimere anche la mia modesta opinione, principalmente e sempre per il principio di equità di trattamento. O è un allarmismo che stanno arrivando “mamma li turchi” ?

Purtroppo qui Bertoli rientra nel puro discorso ideologico e propagandistico e lo si vuole riportare sul finanziario per mascherare la realtà, “intimorendo” la gente con la mancanza di entrate per le casse federali e AVS. Tutto vero, ma svantaggiare qualcuno a favore di altri non significa diminuire le imposte. Rendere la parità di trattamento, a livello fiscale, tra le coppie sposate e chi convive (la legge già definisce chi è coppia sposata e il fisco non guarda la religione), non significa, come ha scritto Bertoli, “ favorire i coniugati benestanti”. È solo disparità di trattamento.

Due persone regolarmente sposate, perché devono pagare di più di due coppie regolarmente conviventi? Per un discorso puramente matematico la somma dei redditi delle due coppie, supposta la parità di salario, mi dà la stessa risultanza, ma al netto di imposte No. Tutte e due le coppie convivono sotto lo stesso tetto. Hanno magari costruito la casa. Hanno magari figli che convivono, ecc… tutto “assieme”, perché a livello fiscale federale devono pagare differenti imposte? Per equità e correttezza è giusto quindi che siano parificate. Che poi il livellamento sia al basso o al rialzo a dipendenza di dove si vuole parare, questa è un’altra questione. Ma allora come mai a livello cantonale questa disparità è già risolta da anni? Confermato dal prof Marco Bernasconi in un suo recente scritto, e da lui suggerito già al momento della sua assunzione presso le contribuzioni, diversi anni fa. Quindi come mancherebbero soldi a Berna mancano anche ai Cantoni. Bertoli nel suo scritto vuole intendere di ritornare al vecchio sistema di tassazione “discriminatorio”anche a livello Ticino? Ciò conferma che è pura ideologia partitica. Come ai tempi del sessantotto?

Valerio De Giovanetti – Biasca
Già candidato al Nazionale per i verdi liberali

Relatore

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