Questo perché finora la comunicazione della Città è stata dilettantesca, per non dire peggio. Ancora oggi si parla di “Benvenuta impresa” a sproposito: l’iniziativa nasceva per scoraggiare gli “imprenditucoli” e gli “sciacalli”, e non, come si pensa, per incoraggiare chiunque a trasferirsi e a fare indisturbati i propri comodi. Io, che ero presente al Cinema Teatro, avrò sentito ribadire almeno 100 volte i concetti chiari quali: salari elvetici, responsabilità sociale, assunzione di residenti, etc. Peccato che il messaggio sia stato travisato e inteso esattamente all’opposto! Risultato d’immagine? Pessimo! Non sta certo a me capire perché è andata a finire così, ma sono certa che, se ne avrò l’opportunità, a partire dal 10 di aprile in poi non dovrà più capitare.
Con un approccio professionale e con un’identità forte sarà, ad esempio, anche più facile affrontare il discorso delle aggregazioni (che presto o tardi saranno d’attualità) da una posizione di vantaggio.
Barbara Vannin,
imprenditrice e candidata PLR al Municipio e al Consiglio comunale di Chiasso
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