Le fratture, come Roic dice, saranno senz’altro “immaginarie”, speriamo che non lo siano anche i massacri. Che non si siano inventati tutto!
Secondo me il governo, che sta dietro tutte queste attività “anti-rigurgito” e le sostiene con moneta sonante, visto che in Elvezia non è ancora successo niente si fa bello e non sta più nella pelle. A Parigi e a Bruxelles il sangue cola sui marciapiedi, ma a Merlischachen e a Brüttisellen si sta sicuri!
Ci conviene pregare.
* * *
Che cosa si può fare allora affinché rigurgiti di razzismo non vengano ad appesantire il già greve clima aizzato da terroristi senza scrupoli dediti a immaginare (e magari pure a provocare) guerre di civiltà? Un’interessante iniziativa è stata proposta in questi giorni (fino a domenica di Pasqua, compresa) dal portale di informazione svizzero-ticinese “Serbinfo”, particolarmente interessato ai temi dell’integrazione. Un presidio di “Serbinfo” è infatti a disposizione della popolazione con materiale informativo, pietanze e buona atmosfera e accoglienza in via al Forte ancora fino a domenica.
Iniziative concrete e visibili di questo genere delle comunità che si sono ben integrate e che desiderano esserlo anche in futuro sono quindi altamente auspicabili affinché la popolazione ticinese conosca le persone che sono o si apprestano a diventare svizzere, quantunque di origine diversa. In questo modo molte fratture immaginarie o indotte da logiche di guerra e massacro possono essere ricomposte a vantaggio di tutti.
Sergio Roic, candidato al Consiglio comunale di Lugano per il PS
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