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L’autogestione a Lugano? Che conservi il suo posto – di Sergio Roic

Ticinolive è un portale eroico. Lo scrivo perché difficilmente un articolo potrebbe suscitare in me una più intensa disapprovazione di questo. Eppure lo pubblico.

Nota. Una menzione particolare la merita lo sgomentante “5000” che fa bella mostra di sé nel testo roiciano, cifra sparata anche in occasione di un dibattito pubblico da Gerri Beretta Piccoli. L’estrema speranza è che si tratti di una balla colossale perché altrimenti… non resterebbe che Liberty Life! 

* * *

Organizzato dai giovani del Partito Socialista, giorni fa si è tenuto a Lugano un “caldo” dibattito tra alcuni candidati al municipio e al consiglio comunale luganese e parecchi “molinari”, ovvero rappresentanti dell’autogestione oggi (da molti anni) locata all’ex macello cittadino.

Oltre a stupirsi non poco per certi appellativi pronunciati da alcuni politici – “normali” sarebbero i cittadini “non molinari”, mentre gli altri, chissà… – l’amaro in bocca viene dalle proposte tutto sommato generiche presentate dalle forze istituzionali presenti al dibattito sotto forma di municipali in carica della Città di Lugano. Il fatto di imporre delle “regole” di comportamento all’autogestione molinara è ritenuto un sine qua non per dialogare con gli autogestiti, mentre quest’ultimi, sulle regole da imporre al rumore prodotto al macello (che è poi quello che genera il malcontento di alcuni cittadini luganesi) hanno argomentato che, sì, il rumore può benissimo essere contenuto tramite apposito isolamento acustico dei locali, basta volerlo fare. Per quel che riguarda la mescita, logiche e realtà al livello di quelle che gestisce Gastroticino tra i suoi affiliati appaiono decisamente fuori posto in un luogo dove si fa autogestione.

Il “problema” dell’autogestione luganese, mica un babau da “zona franca e anche un po’ criminale”, ma semplicemente uno spazio di aggregazione soprattutto per i giovani, con finesettimana che toccano le 5000 presenze in loco, è in effetti un “non problema”. Si tratta, in tutta semplicità, di preservare lo spazio che i molinari e coloro che frequentano il macello si sono conquistati con la loro empatia e il loro peculiare modo di trovarsi assieme, poco commerciale come indotto magari, ma proprio per questo probabilmente più vero e significativo dal punto di vista dell’interscambio personale.

Senza volere fare dei peana eccessivi alla realtà dell’autogestione, che è in ogni caso un fenomeno presente e tollerato senza grandi problemi in tutte le città svizzere, ci si può senz’altro chiedere a cosa servirebbe un suo eventuale “trasloco” verso lidi per ora del tutto ignoti. L’autogestione è una realtà, a Lugano. Spazi di creatività e di incontro alternativi, a basso costo e ad alta socializzazione, sono senz’altro necessari in una città che, altrimenti, si ridurrebbe a un “salotto buono” per pochi. La democrazia permette e suggerisce, invece, che tutti abbiano a disposizione spazi e opportunità di espressione a portata di portafoglio e di… libertà.

 Sergio Roic, candidato al Consiglio comunale di Lugano per il PS

Relatore

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  • Roic può scrivere ciò che gli pare. Vedremo quando ci sarà da difendere sul terreno il CSOA se si degnerà di portare il culo in prima linea.

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