Ticino

Opposizione e raccolta firme contro Liberty Life – La parola ai vicini

“Suicidio assistito o business?”, questo il titolo della terza interrogazione al Consiglio di Stato che ha come protagonista la nota associazione d’aiuto al suicidio italo(-ticinese). Dopo le due interrogazioni firmate da Raul Ghisletta, le domande si moltiplicano, poste, questa volta, da Fiorenzo Dadò e Amanda Rückert.

Nel frattempo, come era prevedibile, dopo l’ordine di sospensione d’attività, Liberty Life ha finalmente richiesto l’autorizzazione. Una volta iniziata la procedura, i cittadini possono finalmente beneficiare della possibilità di fare opposizione (il termine d’opposizione scade il 13 maggio). In soldoni, Liberty Life ha assistito alla morte per mesi, all’insaputa della popolazione, ma alla luce del sole per quanto riguarda il Municipio (secondo il quale l’attività era al vaglio dei legali) e ora, dopo la bufera intorno all’associazione, i cittadini possono finalmente avvalersi del diritto di dire la loro.

Ma di cosa si lamentano i vicini? Quali sono i disagi che hanno vissuto nei mesi di attività? Per saperlo, abbiamo parlato con una giovane donna, Caterina Benincasa Cruz, che abita proprio nei pressi della sede operativa di Liberty Life.

Avete scoperto ciò che avveniva in Via Cantonale 90 attraverso i media?
No, a dir la verità, abbiamo avuto conferma attraverso i media, ma avevamo già dei sospetti. Pochi giorni prima era morta la signora Susanna. L’accesso al garage sotterraneo era impedito dalla neve e così è avvenuto tutto in strada. C’era l’ambulanza, la polizia e le pompe funebri. È stata una scena psicologicamente toccante. Vedere gli impiegati delle pompe funebri trasportare dei sacchi neri, ci ha impressionati, ci ha lasciati senza parole. Davvero.

Vi solleva il fatto che momentaneamente Liberty Life abbia cessato l’attività?
È un sollievo momentaneo e anche un po’ precario. Non siamo sicuri che abbiano effettivamente sospeso l’attività. Anzi. La settimana scorsa è ricominciato il via vai. È arrivata un’ambulanza italiana. È scesa una donna anziana, in carrozzella. E le luci al terzo piano si sono accese un’altra volta.

Cosa vi aspettate dal Municipio?
Avremmo voluto che ci informasse con completezza, senza costringerci a trovar conferma dei nostri sospetti sui giornali. Ora vorremmo che prendesse una posizione netta, decisa e attiva nei confronti dell’associazione. Paradiso non li ha voluti. A maggior ragione non la vogliamo noi in pieno centro, a pochi passi dalle scuole, dagli asili, dalle fermate dei bus scolastici e da molte altre infrastrutture pubbliche quali il Municipio e il lido.

Farà opposizione?
Già fatta. Stiamo inoltre promuovendo una raccolta firme. In pochi giorni, si è sparsa la voce e un centinaio di cittadini di Melano hanno accolto molto positivamente l’iniziativa e la stanno sostenendo. Invitiamo chi volesse ancora firmare a farlo giovedì, dalle 9 alle 12 alla sala parrocchiale oppure alla Farmacia Generoso e al salone Rosa Blu di Melano fino al 31 maggio.

Il signor Civatti, segretario comunale di Melano, al quale ci siamo rivolti per far chiarezza su alcuni aspetti ha confermato la sospensione dell’attività.

Secondo alcuni vicini la sospensione dell’attività non è rispettata. Liberty Life è ancora attiva?
L’attività è sospesa e la domanda è stata correttamente pubblicata all’albo. Non ci risulta che Liberty Life, malgrado la decisione comunale, continui ad accompagnare al suicidio. Se così fosse lo sapremmo, dal momento che ogni decesso deve essere notificato al comune.

A quando il nuovo piano regolatore (che, ricordiamo, renderebbe possibile, dal punto di vista del diritto amministrativo, l’attività svolta da Liberty Life)?
Attualmente il piano regolatore è in attesa di approvazione a Bellinzona. Ci sono possibilità che sia per quest’estate.

Come giudica il Municipio le tre interrogazioni che vedono protagonista l’associazione attiva a Melano?
Credo sia giusto che se ne parli e si vada a fondo e questo nelle sedi appropriate.

Benedetta Galetti

Relatore

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