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L’Accordéon grande protagonista del Milano Festival Fiati – di Cristina T.Chiochia

La fisarmonica o “accordéon” è uno strumento musicale aerofono con mantice ad ancia libera e poiché ha sempre rappresentato il nec plus ultra degli strumenti del folklore italiano e non, in accompagnamento a feste popolari, di piazza e danze popolari in generale, vederlo protagonista nel contesto del Milano festival fiati, forse, lascia un po’ interdetti ma, di sicuro, non perplessi. E solo per qualche minuto: il tempo di prendere posto nell’affollatissima sala ed attendere l’ingresso dei due artisti del terzo appuntamento, il Maestro Mario Marzi al sassofono ed il Maestro Simone Zanchini, appunto, all’accordéon.

E l’eccellenza di questi strumenti prende vita, rinnovando la magia di questo splendido festival milanese con una marcia in più, quella dell’improvvisazione.

Il Duo Zanchini-Marzi, nato dal desiderio di far conoscere la musica inedita di questi due virtuosi artisti, parte sicuramente da fenomeni musicali popolari ma partecipa al pubblico, in modo incredibile e suggestivo, una declinazione di quello che è il linguaggio universale della musica, attraverso filtri e sintetizzatori negli strumenti e attraverso un inconfondibile gusto e passione personale, che diventa linguaggio “condiviso”, con il pubblico.

Mario Marzi è sassofono solista dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano ed anche membro della celebre Filarmonica della Scala.Insegnante di Saxofono al Conservatorio di Milano ha al suo attivo anche un libro, “il Saxofono” edito dalla Zecchini Editore e pubblicato nel 2009.

Simone Zanchini, come artista, anche lui non ha bisogno di presentazioni: innovativo del panorama italiano ed internazionale, diplomatosi con lode in fisarmonica classica al Conservatorio di Pesaro, rappresenta con i suoi progetti di improvvisazioni “radicali per fisarmonica acustica” ed i “live electronics”, un testimone attento di codici espressivi nuovi con uno strumento vissuto spesso come folkloristico.

Simone Zanchini e Mario Marzi, con il loro talento, in questo appuntamento hanno regalato al Milano Festival Fiati qualcosa di prezioso al di là del repertorio (volutamente non rispettato ed improvvisato): quella dimensione contemporanea della musica che in questi eventi, a volte volutamente accademici, sono poco aperti  anche al Jazz. Ritrovare quindi uno strumento come l’accordéon o meglio, una fisarmonica midi (live electronics e laptop) rappresenta una ‘eccellenza’ italiana non solo dello strumento proposto che pienamente esce dal contesto folkloristico, legato egualmente alla tradizione del ritmo che l’hanno reso celebre accompagnando spesso la danza popolare di molti popoli.

Un evento che ha emozionato, fatto partecipare (addirittura ballare) il vasto pubblico presente in sala e regalando sensazioni uniche ai giovani musicisti in erba presenti, turisti, in prevalenza giapponesi e semplici cittadini milanesi attraverso l’uso in modo particolare, dell’ accordéon. Trovando sempre qualcosa che unisca, in musica, molti saperi musicali occidentali e non, provenienti da molteplici mondi e tradizioni. Tanto speciali e trasversali per questo.

Cristina T. Chiochia


Relatore

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