E l’eccellenza di questi strumenti prende vita, rinnovando la magia di questo splendido festival milanese con una marcia in più, quella dell’improvvisazione.
Il Duo Zanchini-Marzi, nato dal desiderio di far conoscere la musica inedita di questi due virtuosi artisti, parte sicuramente da fenomeni musicali popolari ma partecipa al pubblico, in modo incredibile e suggestivo, una declinazione di quello che è il linguaggio universale della musica, attraverso filtri e sintetizzatori negli strumenti e attraverso un inconfondibile gusto e passione personale, che diventa linguaggio “condiviso”, con il pubblico.
Simone Zanchini, come artista, anche lui non ha bisogno di presentazioni: innovativo del panorama italiano ed internazionale, diplomatosi con lode in fisarmonica classica al Conservatorio di Pesaro, rappresenta con i suoi progetti di improvvisazioni “radicali per fisarmonica acustica” ed i “live electronics”, un testimone attento di codici espressivi nuovi con uno strumento vissuto spesso come folkloristico.
Simone Zanchini e Mario Marzi, con il loro talento, in questo appuntamento hanno regalato al Milano Festival Fiati qualcosa di prezioso al di là del repertorio (volutamente non rispettato ed improvvisato): quella dimensione contemporanea della musica che in questi eventi, a volte volutamente accademici, sono poco aperti anche al Jazz. Ritrovare quindi uno strumento come l’accordéon o meglio, una fisarmonica midi (live electronics e laptop) rappresenta una ‘eccellenza’ italiana non solo dello strumento proposto che pienamente esce dal contesto folkloristico, legato egualmente alla tradizione del ritmo che l’hanno reso celebre accompagnando spesso la danza popolare di molti popoli.
Un evento che ha emozionato, fatto partecipare (addirittura ballare) il vasto pubblico presente in sala e regalando sensazioni uniche ai giovani musicisti in erba presenti, turisti, in prevalenza giapponesi e semplici cittadini milanesi attraverso l’uso in modo particolare, dell’ accordéon. Trovando sempre qualcosa che unisca, in musica, molti saperi musicali occidentali e non, provenienti da molteplici mondi e tradizioni. Tanto speciali e trasversali per questo.
Cristina T. Chiochia
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