Ticino

La BSI ha deciso di lottare

La BSI non accetterà passivamente le misure decise dalla FINMA nei suoi confronti. In un comunicato stampa di ieri, infatti, l’istituto finanziario elvetico fa sapere di aver presentato ricorso presso il Tribunale Amministrativo Federale Svizzero contro la decisione dell’autorità di sorveglianza dei mercati finanziari del 23 maggio scorso, riguardante le relazioni della banca con il fondo malese denominato 1MDB.

La decisione è stata infatti giudicata da BSI come sproporzionata (essa include, tra l’altro, l’obbligo di sciogliere la banca entro un anno) e viziata da numerosi errori di procedura, che la rendono ingiusta. La banca dichiara infatti di aver instaurato una collaborazione con la FINMA all’insegna della chiarezza e della trasparenza fin dal 2013, provvedendo inoltre a porre puntualmente rimedio laddove l’autorità ha rilevato delle lacune organizzative.

Il ricorso della banca si concentra su quella che viene ritenuta un’errata valutazione dei fatti da parte dell’autorità di vigilanza, che avrebbe preso provvedimenti troppo severi per rapporto alle normative vigenti. BSI contesta inoltre la tempistica e le modalità dell’annuncio della FINMA; la banca non avrebbe infatti più contatti con il fondo malese dal 2015, dunque non ci sarebbe stata alcuna urgenza di informare il pubblico sul tema. La reputazione della banca e dei suoi collaboratori è inoltre stata gravemente intaccata dall’annuncio, che ha causato la perdita di clienti e capitali – dichiara BSI – ma ha anche rappresentato un danno per l’intera piazza finanziaria elvetica, che da anni cerca di associare la propria immagine ad una strategia del “denaro pulito”.

Il noto ed apprezzato economista Alfonso “basta piagnistei” Tuor

Dal canto suo, l’economista Alfonso Tuor ribadisce che non è stato certo l’operato della FINMA a danneggiare l’immagine della piazza finanziaria, bensì lo scandalo asiatico in sé. Ad ogni modo, anche Tuor accoglie favorevolmente la decisione di fare ricorso; in questo modo, infatti, sarà possibile avere il giudizio di un’autorità terza, che dovrà determinare se i “piagnistei ticinesi” abbiano o meno un fondamento.

Costanza Naguib

Relatore

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