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Un articolo del 30 giugno di Yanik Dumont Baron, dal portale Ici Radio-Canada
Donald Trump l’equilibrista, colui che oscilla tra l’uomo d’affari che non ha peli sulla lingua e il candidato disciplinato. Tra l’outsider pronto a tutto e il politico calcolatore. Gli ultimi 10 giorni della sua campagna sono forse quelli in cui questo difficile equilibrio è stato maggiormente visibile.
Di recente, ci si chiedeva se sarebbe caduto dal filo. La sua campagna era disorganizzata, malamente finanziata, al punto che si poteva credere che il miliardario non volesse veramente diventare presidente. Ma il funanbolo sembra aver riacquistato l’equilibrio. Innanzitutto, il tono sembra diverso. In una settimana, Donald Trump ha pronunciato due discorsi importanti. Non idee sparate a vanvera, ma attacchi ben precisi contro l’avversaria Hillary Clinton.
Da una settimana, il campo Trump bombarda gli indirizzi e-mail dei giornalisti con attacchi contro la Clinton. Alcuni sono dettagliati, inclusi i molteplici riferimenti e i link verso le fonti delle dichiarazioni. Una tattica usata già da mesi dal campo Clinton.
Donald Trump ha anche iniziato a sollecitare fondi presso i suoi sostenitori. Si dovrà attendere ancora un po’ per avere un bilancio ufficiale, ma tutto indica che ha convinto i repubblicani ad aprire la cassa. In pochi giorni, avrebbe raccolto 10 milioni di dollari. Non male per un candidato che risulta tra i meno apprezzati dello storia americana.
Discretamente, Trump ha anche iniziato a ricentrare le sue posizioni più controverse.
Il divieto d’entrata negli Stati Uniti per tutti i musulmani? Si applicherebbe soprattutto a chi proviene da paesi dove vi sono attività terroristiche. Secondo Trump, “non sarebbe un problema lasciar entrare un musulmano proveniente dalla Scozia.”
Innalzare un muro alla frontiera con il Messico? Sempre d’attualità, mentre invece svanirebbe l’idea di deportare i circa 11 milioni di sans-papiers. Del resto, il documento che dettaglia la questione parla di deportare solo i criminali o chi è stato fermato mentre guidava ubriaco. Idee più consone alle pratiche attuali.
Ufficialmente, il campo Trump non sta facendo marcia indietro. Si tratterebbe piuttosto di precisione, posizioni che si perfezionano. Fa parte del gioco per restare in equilibrio sul filo. Donald Trump vuole rassicurare i bonzi del suo partito. Gli eletti che contano su di lui per la propria campagna, in autunno. Persone preoccupate dalle dichiarazioni esplosive e lo stile da combattente del miliardario.
Dopo l’attentato a Istanbul, Trump ha ripetuto che si deve essere più aggressivi contro il terrorismo, ha parlato di tortura. Non ha propriamente commentato l’ultima decisione della Corte suprema sull’aborto. E continua a inveire contro il libero scambio, da qualunque parte esso provenga. Posizioni che fanno venire mal di testa a diversi settori dell’elettorato repubblicano.
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