Primo piano

Ecco il nuovo governo britannico

Sono stati resi noti ieri sera i primi nomi di alcuni tra i ministri che faranno parte del nuovo governo conservatore britannico guidato dal primo ministro Theresa May.

E’ stato nominato Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, che durante la campagna per il referendum su “Brexit” si era espresso in favore della posizione “remain”. Hammond è stato in precedenza ministro degli esteri, della difesa e dei trasporti; occuperà ora la posizione che fino a ieri era di George Osborne.

Il nuovo ministro degli interni è Amber Rudd, che prende il posto lasciato vacante dalla stessa Theresa May.  A favore del “remain”, Rudd era stata in precedenza ministro per l’energia e il cambiamento climatico. Al momento sono noti anche i nomi del ministro della difesa, vale a dire Michael Fallon, che è stato confermato nel suo ruolo, e quello del ministro per il commercio internazionale, Liam Fox.

Fox rivestirà una carica che non esisteva nel precedente governo, al pari del ministro per l’uscita dall’UE, David Davis. Fervente sostenitore del “leave” ed euroscettico di lunga data, Davis dovrà occuparsi di condurre i negoziati per la separazione della Gran Bretagna dall’Unione Europea, nonché di rimuovere dalle leggi britanniche le numerose norme di matrice europea che vi erano state inserite nel corso degli anni.

Ha destato stupore la nomina di Boris Johnson, che si era recentemente ritirato dalla competizione interna al partito conservatore per la definizione del nuovo leader, come ministro degli esteri. Johnson, ex sindaco di Londra, aveva condotto la campagna per l’abbandono dell’Unione Europea da parte della Gran Bretagna. Nel governo Cameron non era a capo di alcun ministero, ma era stato invitato a partecipare agli incontri di governo.

Diverse testate giornalistiche hanno già mostrato un certo scetticismo nei confronti di Johnson, ricordando alcune affermazioni inopportune e poco diplomatiche che lo stesso Johnson avrebbe fatto in occasioni pubbliche, ad esempio lodando il presidente siriano Assad.

 

Costanza Naguib

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