Primo piano

Ora ci aspettiamo uno “Zibaldone” dal Cielo

Si sono svolte venerdì al Centro funerario di Riazzino le esequie del dottor Gianfranco Soldati, morto improvvisamente in Istria in seguito a tragico incidente. Cerimonia laica con struggente Ave Maria finale e notevolissimo concorso di pubblico, nonostante il pieno delle vacanze estive. Per il Governo era presente il Presidente del Consiglio di Stato on. Paolo Beltraminelli.

Hanno parlato, nell’ordine: il figlio Francesco; Tullio Righinetti, compagno di scuola e compagno di tante battaglie politiche (militando in diversi partiti); il dr. Raffaele Pelloni (professione medica); Luigi Brenni (passione per il motociclismo); Franco Gianoni (ricordando il PPD, di cui Soldati fu deputato per 3 legislature). Infine il fratello Luigi Soldati ha letto un toccante messaggio dell’avv. Tito Tettamanti, assente all’estero.

* * *

Durante la cerimonia noi ascoltavamo i discorsi ma lasciavamo anche vagare i pensieri. Un’amicizia (con alcuni bisticci) di non moltissimi anni, ma più di trenta è sicuro.

  • Il Comitato politico della Gazzetta, con Giovanni Casella e Tullio ed Elio (ieri presente nonostante i molti anni sulle spalle)
  • la vittoriosa battaglia del CUSI (1986)
  • il suo abbandono del PPD: “On. Soldati, perché si allontana dal Partito?” “Uhm… Veramente… è il Partito che si è allontanato da me!”
  • la presidenza dell’Alleanza Liberi e Svizzeri, quale successore di un presidente più giovane di lui
  • il Polo della Libertà (1995), avventura alquanto infelice ed intrapresa (da tutti) con colpevole leggerezza
  • la costituzione dell’UDC “blocheriana”, della quale fu presidente (dopo von Wyttenbach), poi presidente onorario
  • le salite in elicottero a Littuno, sopra Verscio, la polenta sul fuoco lassù e i pranzetti a Bioggio
  • infine, l’enorme contributo pubblicistico-politico, concretizzatosi in centinaia di articoli, per il Corriere, per il GdP, per il Paese, per Ticinolive. Solo per la nostra testata Gianfranco ha scritto più di 100 “Zibaldoni”.

Amico, ora non sei più, ma noi non ti dimentichiamo, e ti onoriamo. Almeno un poco, cercheremo di continuare la tua opera.

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Relatore

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