La nostra corrispondente Gianna Finardi ci manda questo articolo pieno di sincero entusiasmo.
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Oltre il 90% delle schede scrutinate e la Duma rimane nelle mani di Putin. Il partito del presidente, Russia Unita si attesta al 54,21% dei voti, a seguire il Partito comunista al 13,54%, a pochi punti di distanza si fermano i Liberaldemocratici con il 13,28% e infine Russia Giusta con il 6,19%.
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Putin invece ha dovuto scavarsi la via del successo con una capacità eclettica politica mettendo in gioco tutto di sé; resta un uomo di un’intelligenza superiore e credo che sia la sua dote umana la vera chiave del suo successo politico mondiale.
A dispetto degli analisti che pensavano che le difficoltà economiche in cui versa la Russia avrebbero potuto determinare un indebolimento del consenso nei confronti di Putin, il presidente della Federazione russa esce da queste elezioni rafforzato.
La vittoria in queste elezioni è la conferma che non solo Putin è sulla cresta dell’onda politica ma che il suo consenso è destinato a crescere in una sorta di espansione anche grazie al suo atteggiamento cosciente nei confronti del popolo. Infatti subito dopo la vittoria, il presidente ha esordito dicendo “il successo di Russia Unita è buon risultato; davanti a noi abbiamo molte sfide, la vita della gente non è facile e ci sono tanti problemi da risolvere, ma le persone hanno votato Russia Unita e quindi vogliono stabilità. I Russi sanno che le promesse non costano nulla e sanno che noi le rispettiamo”.
Ricordiamo che la sua figura è stata sempre oggetto di attacchi mediatici organizzati ad arte dagli USA, che hanno cercato di fare politiche energetiche atte a impoverire la Russia, far crollare il Rublo, metterla contro ad altre nazioni come la Turchia e l’Ucraina, farle sentire la pressione de terrorismo e infliggerle sanzioni economiche mediante il servile benestare dell’Europa.
Le bugie americane come al solito sono destinate a crollare sotto la forza prorompente di un uomo che domina un impero con 11 fusi orari, sterminate distese minerarie, logistica militare, tecnologia, e strategie di guerra da rendere oggi la Russia il numero 1 nella lotta al terrorismo internazionale.
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L'ultimo grande impero, libero e non assoggettato dai poteri globali del feudalesimo finanziario creato dall'occidente. È chiaro che ad una certa élite liberticida tutto questo brucia.