* * *
Talvolta mi chiedono (ma per davvero): “Perché pubblichi certi comunicati verso i quali la tua disapprovazione è totale?” Rispondo: 1) per mostrare “apertura” alle diverse opinioni 2) perché così facendo sottopongo il testo al giudizio dei lettori 3) (nel caso specifico) perché Ducry è una personalità politica interessante che – dopo avere in un certo senso rappresentato l’ “estrema sinistra” del PLR – si è felicemente accasato nel PS.
Sarebbe anche interessante sapere chi sono questi “Numes Ticino”. Oltre a Jacques, che abita nel mio stesso quartiere, e al suo fido scudiero… non saprei nominare nessuno!
* * *
La sezione ticinese del Numes (Nuovo movimento europeo svizzero) ha gioito per la mancata riuscita del referendum antistranieri voluto dal primo ministro ungherese Viktor Orban, co-capofila in Europa del fronte nazional-populista… Il 40% dei cittadini iscritti si è recato alle urne seguendo il proprio premier mentre il rimanente 60% è rimasto giustamente a casa, forse in parte ricordando la propria storia, in particolare l’invasione sovietica del 1956 che ha spinto parecchi cittadini a fuggire anche nel resto d’Europa.
L’Ungheria è entrata nell’UE beneficiando di importanti aiuti finanziari come d’altronde tutti gli altri paesi dell’Europa dell’Est: ora i medesimi, in particolare l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Polonia, sbattono la porta in faccia all’UE offendendo i principi della libera circolazione ma soprattutto quelli umanitari, in particolare respingendo persone che vivono nei loro paesi drammi enormi. Come si usa dire, pecunia non olet, e ciò non vale solo per l’Ungheria…
La campagna del primo ministro Orban è stata costellata di pressioni e menzogne che hanno sicuramente condizionato parte dei votanti, ma fortunatamente questo “signore” non è riuscito ad accecare le coscienze dei più. Come alcuni dicono alle nostre latitudini: “Orban a casa!”.
In ogni caso, il Numes ribadisce le critiche alla politica concernente i rifugiati e le migrazioni attualmente messa in atto dall’UE ricordando che sono gli Stati nazionali a condizionare questa come altre politiche, in particolare quella economico-finanziaria, determinando, con l’esigenza dell’unanimità, le scelte delle istituzioni europee. Il Numes si adopererà in ogni modo, partecipando alle istanze europee, per sensibilizzare tramite gli altri movimenti europeisti le autorità dell’UE su questi temi di vitale importanza.
Jacques Ducry, presidente di Numes Ticino
Nelle carte che emergono a margine del caso Jeffrey Epstein compaiono spesso nomi che, letti…
Francesco Pontelli La crescita dell'export sicuramente rappresenta un fattore di consolidamento dell'economia nazionale italiana vedi…
HIC ET NUNC – Psicologia e diritti civili: comprendere la crisi iraniana tra repressione, memoria…
Enrico Cannoletta Il verificarsi dei miracoli è sempre stato materia di contendere tra materialisti e…
«Se Israele cade, cadiamo anche noi». Le parole di Manuel Valls , ex primo ministro…
Una signora mi ha scritto: "Feltri dice quello che noi non possiamo dire". Ha perfettamente ragione. Ho…
This website uses cookies.