Primo piano

La guerra del LAC – Psicodramma in Consiglio comunale – Fuori Grassi – Giovanna Masoni eletta, anzi no

Un articolo più approfondito lo scriverò più tardi, per ora in tutta fretta vi racconto l’essenziale.

È stata una serata molto interessante, anche se lunga ed esasperante. Bisognava nominare il Direttivo a 5 del LAC, una specie di consiglio d’amministrazione del nuovissimo Ente autonomo. Due soli nomi (in pratica) da scegliere, da affiancare agli ex officio Badaracco, Foletti e Sganzini.

Tribune gremite, pubblico delle grandi occasioni, la gente certi momenti “li sente”. Perché tutta questa agitazione? Perché è in palio un reale potere e, anche, per ragioni psicologiche. Il LAC è oggi la gran moda, è la prospettiva culturale della Città, se una bocciofila vuole organizzare la sua merenda la fa al LAC, eccetera. In simili circostanze l’appetito si acuisce all’estremo e bisogna battersi, tutti vogliono battersi.

Il PLR si è battuto alla disperata – come bene ha scritto Giovanna Masoni “in condizioni proibitive” – per dimostrare a sé e al mondo che Lugano NON è caduta interamente nelle mani della Lega. Il PLR ha sfiorato il colpaccio, per un pelo non ce l’ha fatta.

L’ESSENZIALE (il resto dopo)

  • I candidati proposti dal Municipio sono Grassi e Pesenti.
  • Karin Valenzano Rossi, capogruppo PLR, propone Giovanna Masoni.
  • Boris Bignasca, capogruppo Lega, chiede il voto segreto.
  • Primo voto fondamentale: Pesenti 27, Masoni 21, Grassi 20. Grassi è fuori.
  • Secondo voto fondamentale (di “conferma”). I candidati dovranno ottenere almeno un terzo dei voti del plenum (quindi 20).
  • Quanti minuti per questa operazione? Cinque? Vogliamo abbondare, dieci?
  • Passa un quarto d’ora, passa una mezz’ora, passa quasi un’ora. Niente, niente, niente.
  • L’Ufficio presidenziale convoca i capigruppo. Gente che entra e che esce. La sala sembra un alveare. Anche il più stupido capirebbe che è successo qualcosa.
  • Così a naso, a Giovanna mancheranno dei voti.
  • Alla fine (sono passate le undici). Pesenti 25, Masoni 20. Allora è fatta?
  • No, perché Pesenti ha 25 voti a favore e 15 contro (ci sono anche quelli!). Masoni 20 voti a favore e 22 contro.
  • Pesenti, socialista della Lega (o leghista del PS) o, meglio ancora, la candidata del Sindaco, eletta.
  • Masoni non eletta.
  • A questo punto Michel Tricarico, presidente pipidino dell’assemblea, propone di passare al voto finale sui quattro candidati eletti: Badaracco, Foletti, Sganzini, Pesenti.
  • Karin Valenzano Rossi – molto giustamente, a nostro avviso – si oppone con fermezza. Se i nomi non sono cinque (e non lo sono) non si procede.
  • Tricarico molla ed aggiorna. Ci rivediamo stasera alle otto. Che stress!

Quasi tutti biasimeranno la movimentata seduta qualificandola di “indecorosa sceneggiata”, di “squallida esibizione partitocratica”, ecc. ecc. Ebbene, a noi non è dispiaciuta. Ci siamo anche un po’ divertiti.

E non è finita. Vedrò di informarmi in giro (a beneficio dei miei, tanti o pochi, lettori).

Chi ha parlato di più? Ducry. Uno dei pochi che sappia parlare, in un’assemblea dove molti sembrano degli  autentici impediti. Peccato che sia diventato socialista. A dire il vero… lo era anche prima!

* * *

APPENDICE

Il capogruppo UDC Tiziano Galeazzi non ha perso l’occasione per ricordare che Mister X, una personalità di alto profilo e di profonda competenza tecnica con il quale aveva preso contatto l’UDC – al secolo Diego Cassina, già direttore di Sotheby’s e oggi attivo come consulente d’arte – resta disponibile a una “cooptazione” nel Direttivo del LAC. Ricordiamo che secondo gli Statuti potranno essere cooptate dai 5 eletti altre personalità di particolare prestigio, sino a un massimo di quattro.

Relatore

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