Da un articolo del 17 ottobre 2016 del giornale britannico The Independent.
L’intera armata del gruppo estremista Stato islamico potrebbe essere guidata contro il governo siriano del presidente Bachar al Assad. Uno scenario che potrebbe piacere agli Stati Uniti, che attualmente combattono gli islamisti a Mossul, in Irak.
L’esercito siriano, l’Hezbollah libanese e gli alleati iraniani si preparano a una massiccia invasione da parte delle milizie dello Stato islamico, quando queste saranno cacciate dal feudo di Mossul e dall’Irak.
Il reale obiettivo dietro la “liberazione di Mossul” pianificata dagli Stati Uniti, sarebbe – secondo il governo di Damasco – quello di trasferire i guerriglieri islamisti in territorio siriano.
I servizi d’informazione dell’esercito siriano hanno individuato rapporti di una richiesta fatta dallo Stato islamico nelle località a sud della città siriana di Hasaka, per installare nuove fonti di energia elettrica e acqua, in previsione di un afflusso dei guerriglieri provenienti da Mossul.
Uno scenario che non è nuovo : quando la città irachena di Fallujah era stata ripresa dall’esercito iracheno, molti combattenti islamisti si erano spostati in Siria.
Il nuovo comandante USA per la regione, il generale Stephen Townsend, ha dichiarato che gli Stati Uniti libereranno Mossul e poi andranno a liberare la città siriana di Raqqa, ma per Mossul prevede una battaglia “lunga e difficile”, con un probabile assedio.
Alla liberazione di Raqqa pensano anche i soldati siriani, che portano avanti i combattimenti dalla via militare di Damasco-Aleppo, mentre la Russia pensa sia preferibile concentrare i combattimenti su altre milizie, in particolare al-Nosra e al Qaeda, che il governo di Damasco considera altrettanto pericolose dello Stato islamico. […]
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