Il governo statunitense si è detto sorpreso nel vedere che i guerriglieri dello Stato islamico dispongono di veicoli nuovi del marchio Toyota.
Risale a qualche mese fa la richiesta di Washington per sapere chi ha fornito al gruppo islamista i fondi necessari all’acquisto. Una richiesta rimasta senza risposta sino a qualche settimana fa, quando l’esercito russo era venuto in possesso della lista dei clienti della società Toyota in Giappone.
Si è allora “scoperto” che una società dell’Arabia Saudita ha acquistato un totale di 22’500 veicoli, una società del Qatar ne ha acquistati 32’000, gli Emirati Arabi Uniti ne hanno presi 11’650 e l’esercito giordano 4’500. Per finanziare il suo acquisto, l’esercito della Giordania ha ricevuto crediti da banche saudite.
Al contempo, nuove informazioni hanno mostrato che le armi vendute soprattutto da Stati Uniti e Francia a Emirati Arabi, Qatar e Arabia Saudita servono ancora ad alimentare lo Stato islamico e altri gruppi terroristi. L’Arabia Saudita, ad esempio, ha fornito 500 missili TOW ai “terroristi moderati” attivi in Siria.
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