Democrazia attiva

Parc Adula : le ambiguità dei contrari – di Gina La Mantia

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, senza prendere posizione sul tema. Ticinolive aveva offerto un’intervista all’autrice di un articolo (favorevole) pubblicato, senza ottenere riscontro.

* * *

“Volete accettare il contratto di parco nazionale per i primi 10 (dieci) anni di esercizio del Parc Adula (2018-2027), gli statuti e l’adesione all’associazione Parc Adula, così come il regolamento della zona centrale (con riserva della procedura di piano regolatore)?” – è questa la domanda alla quale i cittadini svizzeri, domiciliati nei tre Comuni ticinesi facendo parte del territorio interessato, saranno chiamati a rispondere.

Dimostrano tanta diffidenza (o volontà di manipolazione?), ma anche poco rispetto per le vittime delle dittature, i membri del Movimento “No Parc Adula” quando paragonano il processo partecipativo, durato 16 anni e sfociato in questa domanda precisa e chiara, posta ora in votazione popolare, a quello che succede nei Paesi totalitari.

C’è anche, tra di loro, chi si lamenta che, pur essendo proprietario di un rustico o di una casa secondaria, non potrà votare sull’argomento: ebbene, sono queste le regole della democrazia in Svizzera. Il Parco tocca il territorio e la popolazione della Valle di Blenio. Permettere il voto su una questione comunale a delle persone non ivi domiciliate (con che criteri? con quale giustificazione?) equivarrebbe a un’ingerenza inaccettabile nell’autonomia comunale di cui, onestamente, nessuno sente il bisogno. Fa altrettanto specie che i contrari al Parc Adula, durante l’assemblea dell’Associazione dei Comuni Bleniesi ASCOBLE, abbiano cercato con insistenza di impedire un voto democratico assembleare su una risoluzione, proposta agli eventuali, a favore del Parc Adula.

Pare proprio che alcuni dei membri del Movimento “No Parc Adula” usino un metro variabile per definire la democrazia. Io, vedendo la nostra valle, valutando la situazione politica a livello cantonale e federale e le prospettive che ne conseguono per noi, e pensando alle generazioni future che vorrebbero continuare a vivere qui, resto convinta che far parte del più grande parco nazionale svizzero sia un’opportunità unica che non possiamo perdere. A parte ciò, aspetto tranquilla l’esito di questa votazione che chiuderà un lungo ed esemplare percorso democratico.

Gina La Mantia, deputata bleniese in Gran Consiglio

Relatore

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