Estero

Le 638 volte in cui la CIA ha cercato di eliminare Fidel Castro

Il 22 novembre 1963, giorno dell’assassinio del presidente americano John Kennedy, un responsabile della CIA consegnava una penna avvelenata a un infiltrato cubano. Questi doveva usarla per uccidere Fidel Castro, nemico giurato degli Stati Uniti. Nello stesso momento, un emissario di Kennedy incontrava Castro per cercare di migliorare le relazioni tra i due paesi.

Prima di pensare all’eliminazione fisica, gli americani hanno cercato di screditare Castro attaccando la sua immagine. C’era stata l’idea di versare un prodotto chimico con effetti allucinogeni simili a quelli del LSD in uno studio televisivo dove Castro doveva tenere un discorso, o di impregnare i suoi sigari con lo stesso prodotto.

Alcuni avevano persino pensato di prendersela con la sua barba, che Castro riteneva fosse un simbolo importante per Cuba.
Era così stato lanciato un progetto battezzato “La Barba”. Prevedeva di impregnare le sue scarpe con un prodotto chimico depilatorio. L’idea era di condurre l’azione durante un suo viaggio all’estero. Si contava sul fatto che nell’albergo avrebbe messo le scarpe fuori dalla porta, per farle pulire. Furono anche condotti dei test su animali, ma poi il progetto venne abbandonato perchè Castro annullò il viaggio.

Nel 1975, Castro aveva fatto pervenire al senatore americano George McGovern una lista con 24 tentativi di assassinio nei suoi confronti. Il leader cubano accusava la CIA di esserne all’origine. Un numero che negli anni è aumentato di molto. In un documentario del 2006, si elencavano fino a 638 progetti di attentati contro il leader cubano.

All’inizio del 1963, i servizi tecnici della CIA avevano condotto dei test per contaminare una tuta per immersioni subacquee, uno sport che Castro amava praticare. Gli agenti avevano anche studiato la possibilità di far esplodere delle conchiglie sottomarine vicino alle quali Castro si immergeva di solito, ma nessuna di queste conchiglie era abbastanza grande per poter contenere dell’esplosivo.

Si era anche pensato di avvelenare i suoi sigari preferiti. Un progetto fallito, ma per il quale erano stati mobilitati alcuni membri della mafia di Las Vegas e oppositori cubani residenti a Miami.

In questi tentativi di eliminare il leader cubano, gli agenti della CIA avevano il sostegno della Casa Bianca oppure agivano all’insaputa del presidente ?
Non c’è una risposta chiara, ma l’appoggio di almeno due presidenti è testimoniato dai fatti storici.
Durante l’amministrazione Eisenhower, era stato lanciato il progetto di rovesciare Castro mandando a Cuba degli esuli cubani. Il presidente aveva approvato il programma nel marzo 1959 e campi di addestramento erano stati organizzati in Guatemala. Poco dopo il suo arrivo alla Casa Bianca, nel 1961, anche il presidente Kennedy aveva dato il suo consenso.
Il 17 aprile 1961, centinaia di esuli cubani erano sbarcati nella Baia dei Porci, sulla costa est di Cuba. Ma fu un disastro completo e qualche anno dopo gli Stati Uniti ci riprovarono, lanciando la devastante operazione Mangusta, sempre allo scopo (mai raggiunto) di destabilizzare il potere di Cuba.

Alla fine, Fidel Castro è sopravvissuto a molti di coloro che hanno cercato di ucciderlo ed è morto di vecchiaia, il 25 novembre scorso, all’età di 90 anni.

(Fonte : Le Monde.fr)

Redazione

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