Cultura

Kirk Douglas, 100 anni e lo studio della Torah

Venerdì 9 dicembre 2016, Kirk Douglas — attore, produttore, autore, filantropo e studioso della Torah – festeggia 100 anni.

Douglas ha seguito severe prescrizioni mediche per restare in buona salute. Da tempo non consuma più alcool, ma il suo cardiologo, il dottore P.K. Shah, gli aveva promesso che se fosse arrivato al secolo di vita avrebbe potuto bere un bicchierino di vodka. Bicchierino che Sha gli servirà personalmente, durante il ricevimento a Beverly Hills.

Una festa di compleanno con 150 invitati. Fra questi, tutta la famiglia di Kirk Douglas e molti amici, tra cui Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg, Don Rickles e altre celebrità di Hollywood.

Sarà presente anche il rabbino David Wolpe del Sinai Temple di Los Angeles, che ha guidato gli studi della Torah che Douglas ha seguito per molti anni. Wolpe aveva anche celebrato il secondo bar mitzvah dell’attore, quando Douglas – che aveva 83 anni – aveva dichiarato : “Oggi io sono un uomo.”

La festa è stata organizzata dal figlio di Kirk Douglas, Michael, che con la moglie, l’attrice Catherine Zeta-Jones, ha esteso gli inviti anche a numerosi esponenti di associazioni caritative americane e israeliane. Nel corso degli anni, Kirk Douglas e la moglie Anne hanno fatto donazioni a questi istituti per decine di milioni di dollari.

“Si deve imparare a dare – aveva spiegato Douglas una volta – Provengo da una famiglia poverissima e non avrei mai pensato di diventare milionario. Allora ecco, si deve essere capaci di ridare quel che si ha ricevuto.”

Nato il 9 dicembre 1916 a Amsterdam, cittadina a nord di New York, con il nome di Issur Danielovitch, Kirk Douglas – il cui padre era un emigrante russo di religione ebraica – ha al suo attivo una novantina di film.

E’ anche autore di 11 libri, tra i quali vi sono i ricordi della sua difficile infanzia e un libro che spiega l’Olocausto ai bambini. Attualmente sta terminando il libro numero 12, scritto insieme alla moglie Anne e dal titolo : “Kirk and Anne: Letters of Love, Laughter and a Lifetime in Hollywood.”

Il ricordo di cui Kirk Douglas va più fiero è quello del giorno in cui aveva rotto il silenzio attorno alla lista nera di Hollywood consacrata ai presunti comunisti, at tempi del senatore Joseph Mc Carthy.
Douglas lo aveva fatto chiedendo che il nome del scenarista Dalton Trumbo, che figurava sulla lista nera da un decennio, fosse pubblicamente accreditato dello script del film “Spartacus”. Un’azione per la quale Douglas era stato minacciato di espulsione dall’industria cinematografica di Hollywood.

Redazione

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