Economia

Otto anni dopo la crisi Subprime le banche sono ancora una grave minaccia

dal portale www.blognews24ore.com

Da un articolo del portale Wall Street on Parade – Negli Stati Uniti, a partire dagli anni 1990, sono stati dispiegati sforzi pericolosi e senza precedenti di deregolamentazione, permettendo ai colossi di Wall Street di inglobare o far fallire migliaia di piccole banche in tutto il paese. Delle 14’417 banche che nel 1985 esistevano negli Stati Uniti, nel dicembre 2016 ne restavano 5’927.

Cifre che sono solo la parte visibile dell’iceberg. Se si esaminano i depositi, negli Stati Uniti la concentrazione bancaria ha raggiunto un livello di crisi inedito. Sulle 5’927 banche esistenti, che totalizzano depositi per un totale di 11’200 miliardi di dollari (al 30.9.2016) 4 sole banche detengono il 44 % di questi depositi : JPMorgan Chase Bank, Bank of America, Wells Fargo Bank e Citibank.

Queste banche pesano anche abusivamente su Wall Street, siccome tutte beneficiano di un piano di aiuti finanziato dai contribuenti e che risale alla crisi finanziaria del 2008. Sono passati pressochè sotto silenzio i 16’000 miliardi di dollari di prestiti accordati a queste 4 banche dalla Federal Reserve tra il 2007 e il 2010, a tassi inferiori a quelli del mercato. JPMorgan Chase, Bank of America e Citibank possiedono decine di migliaia di miliardi di dollari di prodotti derivati in seno a filiali bancarie assicurate. Se questi prodotti derivati dovessero far esplodere la banca che li detiene, si renderebbe necessario un finanziamento sostenuto dai contribuenti. Ecco perchè i colossi bancari sono una minaccia per la sicurezza e la solidità dell’intero sistema bancario.

L’inizio di questa situazione critica risale agli anni dell’amministrazione di Bill Clinton. Nel 1999, Clinton aveva cancellato il Glass-Steagall Act, una legge che garantiva la stabilità del sistema bancario da decenni. Questo ha permesso le attività speculative di trading delle banche d’investimento di Wall Street, così come la fusione di società diverse con le banche commerciali aventi depositi assicurati dai contribuenti.

In precedenza, nel 1994, Clinton aveva firmato il Riegle-Neal Interstate Banking and Branching Efficiency Act, il quale ha permesso alle holding bancarie di acquisire piccoli istituti di credito in tutto il paese. Alla fine del suo secondo mandato, nel 2000, Clinton aveva firmato il Commodity Futures Modernization Act, permettendo a migliaia di miliardi di dollari di prodotti derivati OTC di Wall Street di sfuggire a qualsiasi regolamentazione.

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