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La Knesset approva la “Legge di regolarizzazione” – 4000 alloggi abusivi diventano legali

La Knesset approva la legge che legalizza 4 mila alloggi ebraici sul territorio palestinese occupato militarmente da Israele

I complessi rapporti israelo-palestinesi tornano ad occupare le prime pagine dei giornali a causa della discutibile legalizzazione da parte della Knesset di insediamenti ebraici in Cisgiordania. Il provvedimento è stato fortemente sostenuto e portato avanti dai partiti di destra e dal ministro dell’educazione Naftali Bennett.

Finora, i 4mila alloggi interessati, costruiti su territori privati palestinesi occupati militarmente, erano considerati illegali e non erano formalmente annessi allo stato di Israele. Tuttavia, il controverso intervento legislativo modifica radicalmente la situazione suscitando il disappunto della sinistra israeliana e dell’ONU. Nonostante sia previsto un risarcimento per i legittimi proprietari palestinesi sotto forma di un altro terreno o di un pagamento annuale pari al 125% del valore di mercato della proprietà per 20 anni, la decisione ha creato non poche tensioni. Per molti l’approvazione della legge è un primo passo verso l’annessione della Cisgiordania a Israele con conseguente inasprimento del conflitto con la Palestina. Il coordinatore dell’ONU per il processo di pace in Medio Oriente Nickolay Mladenov, ha affermato infatti che la nuova “legge di regolarizzazione” «avrà profonde conseguenze legali per Israele, e riduce la speranza di una pace fra palestinesi e israeliani».

Parole di disapprovazione arrivano anche da Saeb Erekat, segretario del comitato esecutivo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina: “La Knesset israeliana ha varato una legge per dare legittimità al furto e all’esproprio illegale della terra palestinese” Erekat aggiunge: “Tutti gli insediamenti israeliani nella Palestina occupata sono illegali e rappresentano un crimine di guerra a prescindere da qualsiasi legge varata dal parlamento israeliano o da qualsiasi sentenza pronunciata da un giudice israeliano”.

Mentre la destra, e in particolare il partito ultraconservatore Focolare ebraico, festeggia la vittoria, il procuratore generale di Israele Avichai Mandelblit dichiara che non difenderà la legge nel caso questa venisse contestata davanti alla Corte Suprema o ad un tribunale internazionale.

 

 

 

 

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