Negli ultimi tempi, più di un caso di corruzione nelle Amministrazioni cantonali e comunali è venuto alla luce. Se questo fatto può essere letto positivamente perché è segno di una certa efficacia del sistema sanzionatorio, dall’altro può preoccupare l’aumento in termini numerici dei casi. Vi sono settori dell’Amministrazione pubblica più esposti di altri: in particolare quelli che concedono permessi e quelli che distribuiscono appalti. Recentemente, più di un esperto ha evocato il pericolo di una recrudescenza del fenomeno della corruttela in senso ampio, anche per effetto della cosiddetta “infiltrazione silenziosa” della criminalità organizzata.
In più di un’occasione l’ex capo della Procura federale a Lugano, l’Avv. Pierluigi Pasi, ha pubblicamente detto di ritenere che in ciò stia il concreto pericolo. Qualche anno fa, lo stesso Pasi con il Prof. Marco Borghi su mandato del Dipartimento delle istituzioni e del Consiglio di Stato avevano creato e sperimentato, per un certo periodo e quale prima in Svizzera, un Servizio del Controllo interno (SeCI) la cui attività era proprio volta anche alla prevenzione dalla corruzione nell’Amministrazione.
Pertanto, si chiede al Consiglio di Stato:
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