Immediata la Conferenza Stampa di Giappone e Stati Uniti che hanno dichiarato che l’azione sarebbe l'”ennesima provocazione nord coreana”.
Il primo ministro Shinzo Abe ha definito “intollerabile” l’azione. Donald Trump ha subito assicurato protezione e riaffermato l’alleanza al Giappone.
La violazione del dittatore Onu di Kim Jong Un, salito al potere nella Corea del Nord dopo la morte del padre, sarebbe un gesto provocatorio per la nuova linea del neopresidente Trump nei confronti dell’Asia.
Il missile, lanciato dalla base di Pyongyang, non sarebbe il primo.
Lo scorso anno Pyongyang aveva infatti effettuato diversi test: il 23 aprile, il 9 luglio, il 23 agosto. A metà ottobre un altro lancio è fallito. Sempre lo scorso anno il dittatore Kim Jong-un, al potere dal 2011 alla morte del padre, Kim Jong-il, ha fatto esplodere due ordigni atomici: il primo a gennaio ed il secondo il 9 settembre, il quinto e più potente test dopo il primo nel 2006.
A gennaio di quest’anno Kim Jong-Un aveva sostenuto che erano nelle fasi finali le operazioni di messa a punto di un missile intercontinentale balistico (Icbm) in grado di trasportare una testata nucleare.
E la paura è proprio quella, dell’innominato, e sempre tetro nucleare.
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