Il parlamento europeo ha di recente sottoscritto la nuova, discussa, direttiva sulle armi. Questa comporterà delle limitazioni al possesso di armi per tutti i cittadini dello spazio Schengen, del quale la Svizzera fa purtroppo parte.
Il Consiglio federale deve dunque rifiutare di sottoporre al parlamento delle modifiche di legge che siano in contraddizione con quanto deciso dal popolo.
La lotta al terrorismo islamico viene utilizzata da Bruxelles come pretesto emozionale e di comodo per raggiungere un obiettivo ben diverso: disarmare i cittadini onesti. Senza che ciò serva ad ostacolare concretamente la criminalità jihadista.
Per combattere il terrorismo islamico occorrono delle politiche migratorie e d’asilo assai più restrittive e selettive di quelle attuali; manca però la volontà politica di compiere questo passo.
Disarmare i cittadini onesti, compromettere il rapporto di fiducia tra cittadino e Stato che costituisce una delle preziose specificità elvetiche, mortificare tradizioni nazionali come il tiro, oltre che la caccia ed il collezionismo, e calpestare la volontà popolare chiaramente espressa dai cittadini elvetici nel febbraio 2011 in materia di armi, servirà unicamente ad avvantaggiare la criminalità (micro e marco).
Chiedo al Consiglio federale:
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