I socialisti (con l’uscente Hollande) hanno previsioni poco rosee: il loro nuovo candidato, Hamon, è dato solo al 10%.
La sinistra di Hollande si riavvicinerebbe al podio attraverso il radicale Mélenchon, campione dell’estrema sinistra, che i sondaggi danno (e in salita, per giunta) ben al 20%, pronto quindi a insidiare e a far vacillare le prime due posizioni di Macron e la Le Pen.
Macron, dato al 22% è centrista da quando ha abbandonato il socialismo per fondare “En marche!”, a mezza via tra il diritto sociale della sinistra e la destra liberale, complice della disfatta dell’avversario gollista Fillon.
Fillon, che si ferma al 20%, è infatti il candidato del centro destra, che tuttavia perde consenso quando si nomina la moglie Penelope, che per anni ha usufruito di un lauto sussidio statale per opera del solerte coniuge.
Marine Le Pen, antieuropeista, euroscettica, antislamica, è data al 22%, rimasta immune quindi dal processo che l’aveva (inopportunamente) coinvolta togliendole l’immunità parlamentare per aver postato su twitter immagini (veritiere) delle azioni dell’Isis.
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