Il mandato di segretario del partito di Salvini, scaduto quest’anno dopo tre anni, verrà oggi rinnovato o interrotto a seconda dei risultati (piuttosto prevedibili) delle primarie del partito, durante le quali i militanti con un anno di militanza sceglieranno tra i due candidati.
Da una parte Salvini, che persegue la nuova linea del Carroccio, quella del nazionalismo sudista; dall’altra Fava, che si propone di ritornare alla Padania delle origini. Il primo largamente sostenuto dai vertici, il secondo da Bossi. Nel mezzo “coloro che tacciono” ovvero i riservati militanti che non si espongono sulle preferenze, tra i quali è tuttavia palpitante la voglia di rinnovamento. La Lega inizia a fare i conti con i propri cambiamenti, da stasera si avrà un inizio di calcolo, che continuerà tuttavia nella prossima tappa del congresso federale a Parma il 21 maggio (il precedente fu a Torino nel 2014) ma che proseguirà tuttavia sino alle politiche del 2018.
Per ora la linea lepenista antieuropeista sembra aver fallito a livello internazionale, pertanto è indubbio che saranno attuati cambiamenti nei prossimi tempi.
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