Teleticino: “Gli esami e la pagella” martedì 13 giugno
Inoltre Caprara ricordato l’importanza dello sforzo e del sacrificio nell’apprendimento. E’ chiaro a tutti che se un atleta vuole ottenere dei risultati deve allenarsi con impegno e metodicità; per alcuni sembra quasi che questo principio non debba valere per lo studente al quale bisognerebbe soprattutto mostrare la “bellezza” della disciplina:d’accordo sulla bellezza, ma questa è ancor più percettibile quando il docente propone un apprendimento che “tira verso l’alto” e che stimola l’emulazione.
prof. Francesco Russo
Incontro cordiale tra il cardinale Fernández e don Pagliarani. Sul tavolo Vaticano II, pluralità delle…
Io sono Michel de Nostredame, figlio della Provenza e delle stelle.Sono nato tra i venti…
Un gesto carico di significati religiosi e politici: la distruzione dell’effigie di un’antica divinità cananea,…
Da strumento per semplificare i servizi pubblici a infrastruttura di identificazione e monitoraggio: quando l’innovazione…
Commemorazione Amb. Luca Attanasio, Limbiate MI 22/2/2026. Nell’ambito delle iniziative promosse in occasione della commemorazione…
Ticinolive Iniziamo con una domanda che è d’obbligo: come ha capito che l’arte sarebbe stata…
This website uses cookies.
View Comments
In un dibattito, malgrado la buona volontà di tutti, non si possono affrontare i gravissimi problemi della scuola. Non solo nel Ticino, ma ovunque dove gli esperti di educazione (detto in altro modo i cosiddetti pedagogisti) hanno attecchito. Nel 2016 è stato pubblicato in Francia un libro micidiale su quanto è avvenuto negli ultimi 40 e più anni, "Mais qui sont les assassins de l'école?", di Carole Barjon, Ed. Robert Laffont. È un pamphlet impressionante, a partire dal suo titolo mica male truculento, che però solo chi banalizza la situazione può censurare. È una denuncia realistica, che indubbiamente ci tocca e non solo di riflesso. Personalmente dico che anche nel Ticino si sono compiuti i medesimi errori, forse per uno spirito ticinese di crassa imitazione. La denuncia dell'Autrice parte dalla messa al rogo degli apprendimenti tradizionali della lettura e della scrittura, in particolare della pratica del dettato. Conseguentemente dell'annichilimento della scuola elementare, di cui ormai quasi più nessuno parla. Ne consegue l'impreparazione diffusa (e negata) a ogni livello. Già se ne era occupato con altri il celebre matematico Laurent Lafforgue. Carole Barjon ritiene la situazione gravissima, e come si può non darle ragione? Rinunciare alle forme in cui si sviluppa il pensiero apre le porte alle peggiori aberrazioni, compreso il terrorismo. È lì da vedere, ma occorre essere seri e affrontare il tema senza cadere nella spettacolarizzazione dei dibattiti, magari fra gente impreparata che non si rende conto della posta in gioco.