Poiché è certo che qualora si decidesse di chiudere lo scalo, perlomeno per i voli di linea, la scelta sarebbe irreversibile, è giusto che il Municipio e le forze politiche convinte dell’utilità dell’aeroporto per il Ticino, anche per i posti di lavoro diretti e indiretti che assicura, cerchino di evitare lo schianto. Dovranno però essere credibili e realistici per riuscire a far approvare il progetto di rilancio. Ripetiamo ancora una volta che da convincere non sono coloro che per principio chiuderebbero subito baracca e burattini (ad esempio gli ecologisti e una parte della sinistra), bensì chi nell’aeroporto crede, ma non a qualsiasi prezzo con un acritico atto di fede fuori dalla realtà. Non tutto è ancora perso, ma poco ci manca a dover concludere: «Mamma, ho perso l’aeroporto».
Bruno Costantini
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