La sede del museo de La Permanente -Società delle Belle Arti e della Esposizione Permanente- di Milano è un gioiello di quello che è lo straordinario patrimonio storico ed artistico italiano.
Un luogo che quindi, già nel suo fondamento costitutivo lega in sè tanti elementi e che, da qualche anno, ha ampliato la sua fruizione forse proprio anche grazie all’eredità che ha lasciato Expo2015 alla città di Milano: una città proiettata al futuro, capace di coinvolgere emotivamente chi partecipa ad un evento.
Ne è un esempio bellissimo, la programmazione attuale di questo museo per la città italiana, che offre anche spunti interessanti di riflessione proprio per la grande capacità (e lo sforzo) di “internazionalizzazione” dell’arte partendo proprio dal cuore della città meneghina. La Permanente di Milano infatti cerca e trova spunti innovativi per un nuovo modi di guardare l’arte, non solo attraverso la sensorial art experience, ma anche alla scelta diversificata delle mostre da affiancare nella programmazione.
Un compito non semplice, ma addirittura sottolineato la scorsa estate dall’attuale Ministro dei beni culturali italiano, Dario Francheschini che intervenuto all’inaugurazione di una mostra proprio al Museo de La Permanente, che ha parlato di una Milano con uno straordinario patrimonio […] ma anche ricca di tanti elementi tra cui la moda ed il design che ne fanno una città “proiettata al futuro” […] . Ed è proprio questo slancio “verso il futuro” in cui, sicuramente, si riconosce l’attuale programmazione del Museo de La Permanente per la città di Milano.
Con la scelta di accostare nella programmazione 3 artisti internazionali provenienti da mondi artistici totalmente differenti (con la mostra dell’albanese Hibraim Kodra e dei suoi contemporanei, del Bielorusso Chagall e del Giapponese Kuniyoshi);ma testimoni di quello che potrebbe diventare un vero e proprio mood per l’internazionalizzazione culturale a Milano nel far amare (e comprendere meglio) l’arte: offrire attraverso artisti internazionali in questo caso, di indiscussa qualità, un lato “inedito” offrendo cosi una esperienza unica quasi fosse l’andare ad una mostra, partecipare ad un evento in Italia, in questo caso, a Milano. Un evento in particolar modo, “memorabile” non solo nella fruizione stessa della mostra d’arte in una città italiana, ma anche che impegni sul piano personale lo spettatore,straniero o italiano che sia, nell’atto stesso della visita al museo in modo unico ed irripetibile attraverso la sensorial art experience. Arte questa, in cui gli Italiani sono maestri sommi.
Con il patrocinio del comune di Milano, la mostra è promossa dal Museo de La Permanente e prodotta dal Gruppo Arthemisia con Sensorial Art Experience (in Francia prodotta da Culturespaces a Carrieres de Lumieres).
Cristina T. Chiochia
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