da Opinione liberale per gentile concessione
L’abituale frase di Gino Bartali, che a ogni tappa persa ripeteva a chi lo intervistava «L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare !» può essere presa a prestito per commentare le vicissitudini che hanno contraddistinto in questi anni l’insegnamento della religione a scuola.
Sorpresa delle sorprese: la scelta è caduta su una delle due soluzioni sperimentate nel 2010, vale a dire il corso di storia delle religioni per tutti, seppure limitato ora a un solo anno. Alla fine fortunatamente è prevalso il buon senso nell’interesse soprattutto degli allievi, anche se bisognerà aspettare il 2019 per dare concretezza all’accordo. Un dubbio rimane. Non è che ancora una volta al DECS volessero dimostrare che quanto promosso dall’allora Dipartimento targato PLR, e in particolare da Lele Gendotti, «l’era tutto sbagliato, l’era tutto da rifare!» Come nel Gioco dell’Oca a volte capita di dover ritornare al punto di partenza! E’ quanto puntualmente avvenuto. Certamente si è perso inutilmente del tempo, ma come ricorda un aforisma «rimpiangere il tempo sprecato è ulteriore tempo sprecato».
Lectura Patrum
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