La parola fatale “faziosissimo” è stata pronunciata da Fabio Pontiggia, con una sincerità e un coraggio che gli fanno onore. Ma rischia la pelle anche lui, benché segga su una poltrona importante.
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Chi è Andrea Vosti? È l’attuale commentatore della RSI dagli Stati uniti. Che cosa gli rimprovera il Guastafeste? Una smaccata faziosità anzi, una quasi patologica intrattenibile biliosità ogni qualvolta – e trattandosi del presidente dello Stato faro dell’Occidente, le occasioni sono tante – deve riportare le attività di Donald Trump. Vosti era, evidentemente, un sostenitore di Hilary Clinton. Liberissimo di esserlo, ma non di esprimere questa sua personale opinione quando veste la casacca del corrispondente di un ente che si declama baluardo del servizio pubblico equo e imparziale, perlomeno quando sente traballare il piedestallo. Che l’elezione a presidente degli USA abbia visto prevalere Donald Trump sia stata “un’occasione persa” può esserlo per Vosti come per parte degli utenti della RSI che la pensano come lui, ma il canone lo pagano anche quelli che apprezzano il presidente yankee dai capelli sgargianti e dall’eloquio politicamente scorretto. E a costoro danno fastidio questi commenti gratuiti e di parte. Sono in molti, sono in pochi? La petizione è un mezzo per saperlo.
Naturalmente, nel clima già avvelenato dal dibattito su NO Billag, subito si sono levate voci a stigmatizzare il metodo usato. Vosti, è stato detto, è FAZIOSISSIMO, ma utilizzare una petizione per chiederne l’allontanamento è da “tagliatori di teste illiberali”. Criticare è giusto e legittimo, e anche doveroso; chiedere di rimuovere no. Sulla stessa linea la RSI che, in un comunicato afferma: “Se criticare,anche aspramente, il lavoro di un giornalista è legittimo, chiederne l’allontanamento è invece del tutto inaccettabile in una società liberale e democratica…”.
Peccato che nessuno dice perché chiedere l’allontanamento di un giornalista – peraltro riconosciuto come fazioso – sarebbe inaccettabile in una società liberale e democratica. In altre parole, in una società liberale e democratica è ammesso informare tendenziosamente e subdolamente, tanto al massimo ti criticheranno ma il posto non te lo tocca nessuno. È il regime cui l’arroganza della casta ci ha abituato e che purtroppo il popolo ha sancito domenica scorsa. Ancora una volta, si distoglie lo sguardo dalla luna per indirizzarlo sul molto meno ingombrante dito.
Personalmente, non mi preoccupa il ludibrio dei politicamente corretti, sono invece molto interessato a sapere quanti in Ticino sono stufi dei commenti tendenziosi del signor Andrea Vosti. E quindi invito i lettori a leggere e, se del caso firmare la petizione del Guastafeste. Vi si può accedere solo online presso www.ilguastafeste.ch.
Eros N. Mellini
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Mal comune mezzo gaudio...
Scrivo dal nord Italia: anche noi abbiamo i nostri (o meglio le nostre) "pasdaran" protette e ben pagate dal canone pubblico, chiaramente schierate pro-Hillary; si vede come siano spaesate ancora oggi quando danno certe notizie. Poveracce. In effetti dà un certo fastidio vedere chiaramente tanta ostentata faziosità in un ruolo (quello dell'informazione) che non dovrebbe esserci, e "fa strano" leggere che una cosa del genere avvenga anche nella TV Svizzera i cui TG mi sono sempre sembrati corretti (evidentemente mi sono perso le corrispondenze del vostro Andrea Vosti). Ora mi sono sempre chiesto se è proprio per una questione di simpatia innata nei giornalisti il fatto di essere pro-liberal (sarebbe da fare un'analisi psichiatrica sulla categria) o se c'è sotto ben altro. In ogni caso la neutralità in certi contesti è d'obbligo: se dopo un richiamo il vostro Andrea Vosti andasse avanti nel suo atteggiamento scorretto, andrebbe allontanato. D'altronde credo (e spero) che nel suo contratto sia ben specificato oltre il ruolo anche il comportamento che devono tenere determinale figure. Le notizie sono notizie, non opinioni.