Napoli, Università degli Studi Federico II. Giada Di Filippo, una ragazza che tutti ricordano come solare e serena, aveva invitato tutti i suoi parenti alla laurea, il giorno della convocazione della sessione primaverile.
Ad un tratto, mentre i di lei colleghi erano in attesa della convocazione, la giovane di 26 anni, iscritta alla Facoltà di Scienze Naturali, si è allontanata, salendo sino all’ultimo piano dell’edificio. Le squilla il cellulare, è il fidanzato, che le chiede dove sia l’aula in cui si terrà la discussione. Lei gli risponde, poi cambia tono, ringraziandolo per tutto, e chiedendogli se lui riesca a vederla. E’ troppo tardi, la tragica decisione è già stata presa, troppo forte il disagio per essere indietro con gli esami, per non essere, come gli altri, laureanda.
La giovane aveva detto ad amici e famigliari di doversi laureare, ma il suo nome non compariva nella lista: li aveva radunati per il suo ultimo addio.
La seduta di laurea è stata sospesa per tutti i candidati. Ancora ignoti i motivi di fondo che hanno spinto la ragazza a questo terribile gesto: 26 anni, hai tutta la vita davanti, così tanto ancora da fare, da sognare, anche al di là di quella facoltà che magari non fa per te, o che magari richiede più tempo delle aspettative, poiché il tempo, così tiranno, che in realtà non esiste, è lì apposta.
Cresce il numero di suicidi in età giovanile, vittime forse di una società estremamente superficiale e depauperata dai valori classici.
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