Giuseppe Conte, classe 1964, è un giurista italiano. Così recita la sua pagina Wikipedia, che tutti avranno consultato, visto che è sconosciuto ai più. Nome in pole per l’accordo di governo tra Cinque Stelle e Lega, il potenziale (tremate, tremate, non è ancora definitivo…) premier è professore ordinario presso l’Università degli Studi di Firenze, dopo aver insegnato alla LUISS di Roma, a Roma Tre, Sassari e a Malta.
Non è nuovo tuttavia alla politica, poiché nel 2013 è stato eletto come componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa (organo di autogoverno dei magistrati dei tribunali amministrativi regionali, con competenze in particolar modo sulla Regione Sicilia.)
La controversia sorta in merito ai suoi dichiarati studi perfezionati all’Università di New York, che negli archivi USA tuttavia non risulterebbero, (avrebbe seguito un corso di soli due giorni, anziché perfezionare i propri studi, come dichiarato) potrebbe esser sorta per mascherare una ben più interessante coincidenza: Conte è l’uomo di Di Maio, da lui era già stato proposto a febbraio.
Nonostante un curriculum da apolitico, è chiaramente l’uomo dei Cinque Stelle essendo già stato proposto da Di Maio come presidente del Consiglio, in caso di vittoria dei Cinque Stelle. C’è di più: lo stesso giorno in cui è stato fatto il suo nome, il 27 febbraio 2018, Conte si è dimesso dal Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, con palese lungimiranza a quel che già si aspettava.
Che dire, dopo l’ostinazione a negare ogni candidato premier proposto dalla Lega, Di Maio ce l’avrebbe fatta, imponendo a Salvini un suo uomo. Questo spiegherebbe la defezione di Silvio Berlusconi e di Giorgia Meloni, pure artefici della vittoria in coalizione di Matteo Salvini, che tuttavia ora si pongono all’opposizione di un governo… Legastellato.
CF
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Tranquilli !
Non li porterà ai rigori contro la Germania.