Ultimo sabato del mese di Giugno quindi. Ultimo appuntamento. Sui lungarni i turisti passeggiano senza “sospetto”alcuno, mentre la folla di chi sa e conosce la manifestazione, incuriosisce anche loro e si fermano, non si sa neppure bene perché, ad aspettare con loro, lungo la strada, non si sa bene quando. Nessuno parla, tutti sventolano bandiere. I bambini più temerari lasciano la bicicletta per arrampicarsi alle “spallette” ovvero i muri di contenimento del lungarno pisano. Anche i dipendenti pubblici dei musei che si affacciano sul fiume, cominciano a turno a sbirciare fuori con le fotocamere dei cellulari già pronti all’uso. Le bancarelle di croccanti sono quasi i pit-stop, i punti di ristoro di chissà quale manifestazione. E cosi. La sfilata del corteo storico lungo i lungarni, che anticipa la battaglia sul ponte di mezzo della serata, sta per avere inizio.
700 i figuranti che sfilano contemporaneamente, dalle due parti del fiume Arno, quelle che si sfidano appunto alleandosi tra i rioni contendenti di Tramontana e di Mezzogiorno, con le famose “Magistrature”. E lungo i 4 lungarni, in senso antiorario. E poi arriva anche il terzo corteo, quello composto dai Giudici con altri 81 figuranti.
Pisa da 450 anni celebra cosi se stessa ed i suoi abitanti.
Una vera e propria battaglia, il “bene ed il male” che si sfidano con un gioco, quello del Gioco del Ponte che è prima di tutto un combattimento vero e proprio (non dimentichiamo che Pisa è stata una delle Repubbliche Marinare Italiane).
Ed ecco sfilare le due squadre: Santa Maria, San Francesco, San Michele, Mattaccini, Calci, Sartiri e di contro, Sant’Antonio, San Martino, San Marco, Leoni, Dragoni e Delfini: Tramontana e Mezzogiorno.
Cristina T. Chiochia
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