Si chiama Elin Ersson, è una studentessa svedese attivista per i diritti umani e LGTB, il suo profilo pullula di post filantropi e modernisti.
Era salita su un aereo per l’Afghanistan (cosa andasse a fare non è ancora noto), all’aeroporto di Göteborg, mentre sullo stesso volo un uomo afghano, di 52 anni, stava per essere rimpatriato per crimini (senz’altro commessi, dispiace rovinare la favola bella, ma è così), tuttavia non noti.
La ragazza ha fatto una diretta facebook, in un perfetto inglese, (durante la quale alcuni passeggeri, adirati per il ritardo, le hanno anche cercato di strappare il telefono di mano), nella quale non ha disdegnato di versare lacrime, pur di salvare la vita dell’uomo. E alla fine, tra gli applausi di coloro che invece l’avevano sostenuta, è stata fatta scendere. Con il profugo afghano.
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