“Michel Gagnon e Carmelo Rifici ci hanno sempre risposto che la nostra situazione era ambigua e ciò dipendeva dalle scelte dei politici. Così noi con il mondo politico ci siamo seduti, scoprendo che invece tutti ci pensavano serenamente seduti con i vertici del LAC ad un tavolo a discutere del futuro del centro culturale e della compagnia. Quando poi abbiamo capito che la posizione di Gagnon e Rifici non lasciava spazio a malintesi perché chiaramente avevano posto un aut aut espresso con termini velati ma anche precisi: “o loro o noi” siamo rimasti di sasso. A questo punto abbiamo deciso che non era più possibile continuare ad accettare questa situazione e abbiamo inziato a muoverci per trovare altre istituzioni teatrali, altri centri di creazione, altri luoghi nel mondo dovo spostarci e dove poterci sentire accolti con affetto e dove poter collaborare con armonia. Non abbiamo più voglia di discutere nei termini che ci stanno imponendo.”
(citazione da una lunga lettera pubblicata in esclusiva dal CdT)
* * *
Finzi Pasca comprende bene l’effetto – reale e psicologico – che un suo abbandono del LAC avrebbe sul polo culturale e sulla città e in questa lettera aperta – molto dura nella sostanza – lo sfrutta a fondo.
Come finirà? Per una volta, forse, non “a tarallucci e vvino”.
Per il Corriere (e per i più piccoli)… una vera pacchia!
Umanità perfettibile in marcia * * * Riprendo spunti di riflessione da “La Svizzera tra…
L'estrema sinistra ha ucciso un ragazzo che militava con le femministe di destra del gruppo…
Secondo rivelazioni riportate da media britannici, esponenti dell’Alberta Prosperity Project, movimento separatista della provincia canadese…
Negli ultimi anni, tra forum, social network e video virali, è tornata a circolare con…
Roberto Manzi 300denari giovedì, 12 Febbraio 2026 È ufficiale la notizia della creazione di due indici…
Il 17 febbraio la Fondazione Scuola Beato Angelico celebra il patrono degli artisti con l'inaugurazione…
This website uses cookies.