Asti, Palazzo Alfieri, 7 ottobre 2018. Presso la Biblioteca del Centro Studi Alfieriani si è svolta con successo la premiazione del Premio “Piazza Alfieri” organizzata dalla Compagnia dei Sansguignon (che in franco – piemontese significa “la Compagnia dei senza pregiudizi”, ideata e voluta dal più grande trageda di tutti i tempi, Vittorio Alfieri, e rifondata nel 2014 dall’associazione culturale “Tempi di Fraternità”). Il Premio 2018 è stato quest’anno dedicato a Gino Turello, scrittore che, come spiegano i promotori, fu molto fedele al modello alfieriano dell’uomo libero del “Molto oprar, poco dir, nulla vantarsi.”
La giuria era composta dalla direttrice del Centro Studi Alfieriani Carla Forno, dal presidente Gian Domenico Mazzocato, da Luigi Berzano, Carlo Cerrato, Gianfranco Imerito, Sergio Miravalle, Luciano Rosso e Marco Viecca.
Vincitrice del primo premio in Poesia è stata decretata la studentessa universitaria di Parma, Martine Chantal Fantuzzi, ventidue anni (ventitré a novembre) che ha vinto con una “commedia in versi ottanta totali, con sonetto, alla maniera di Vittorio Alfieri”. Laureata con lode presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi di ricerca in filologia latina con il Professor Biondi, è attualmente iscritta al secondo anno della Laurea Magistrale in Lettere Classiche a Parma. Per la Tesi magistrale, sul greco in Vittorio Alfieri, è già alla stesura, seguita dalla Professoressa Anika Nicolosi di filologia greca.
“Tutto è iniziato” racconta Chantal Fantuzzi “quando pochi anni fa ho scritto la mia prima tragedia, in versi e in V atti, La Sposa dei Ghiacci che avrei poi presentato a Lugano, al Festival POESTATE2017. Fu il mio Professore di Letteratura Italiana, Rinaldo Rinaldi, a vedere in essa una riscrittura alfieriana e a pubblicarla sulla rivista internazionale accademica Purloined Letters – An International Journal of Quotation Studies . Poi ci furono Margherita Farnese, presentata a Parma per la Festa della Storia, e La Tessitrice, ad oggi completamente inedita. Dopo tre tragedie, tutte già concluse all’età di ventun anni, ho deciso di partecipare al concorso con la commedia “Quel sonettaccio primogenito”, sempre in versi, in un solo atto, ispirata al sonetto realmente scritto ma perduto di Vittorio Alfieri, all’epoca giovanissimo, nel 1762. Sono lietissima” commenta infine l’autrice “di questo riconoscimento, che mi ha permesso di conoscere, proprio grazie alle mie riscritture alfieriane, Asti e il Centro Studi Alfieriani. Studio con passione -nel senso di labor, alla latina – e sacrificio, e parallelamente alla dedizione universitaria coltivo un progetto: riformare il teatro contemporaneo, nel nome della tradizione, nel nome di Vittorio Alfieri.”
Nelle carte che emergono a margine del caso Jeffrey Epstein compaiono spesso nomi che, letti…
Francesco Pontelli La crescita dell'export sicuramente rappresenta un fattore di consolidamento dell'economia nazionale italiana vedi…
HIC ET NUNC – Psicologia e diritti civili: comprendere la crisi iraniana tra repressione, memoria…
Enrico Cannoletta Il verificarsi dei miracoli è sempre stato materia di contendere tra materialisti e…
«Se Israele cade, cadiamo anche noi». Le parole di Manuel Valls , ex primo ministro…
Una signora mi ha scritto: "Feltri dice quello che noi non possiamo dire". Ha perfettamente ragione. Ho…
This website uses cookies.