Primo piano

Lupo: un eterno problema irrisolto – di Jonathan Scolari

NOTA. Sulla questione “lupo” stiamo seguendo con interesse le attività dell’on. Germano Mattei, deputato di Montagna Viva (in particolare su Facebook). Ticinolive intende dedicare attenzione al tema.

* * *

Ancora predazioni da parte di un lupo in Ticino e nuovamente si crea una situazione di stallo. È un problema che ciclicamente si ripresenta, un problema a cui però non si trova una soluzione definitiva. Morale della favola: agricoltori in difficoltà, bestiame chiuso nelle stalle e autorità che possono fare ben poco.

Sì perché oggi i nostri agricoltori stanno vivendo momenti di ansia ed incertezza, preoccupati per il loro bestiame. Una fonte di reddito importante che rischia di essere decimata da un giorno all’altro. Abbiamo animali che oggi sono costretti a rimanere nelle stalle, rinchiusi, perché fuori c’è il pericolo. In un’epoca dove vogliamo dare, giustamente, più libertà al bestiame da reddito, obblighiamo gli allevatori a rinchiudere i propri animali perché fuori c’è il lupo.

E le autorità cantonali hanno le mani legate, la Convenzione di Berna e la Strategia Lupo Svizzera non lasciano grandi margini di manovra. Quindi, come dicevo, ora ci si trova in una situazione di stallo dove a soffrirne è l’agricoltura, che crea lavoro, che valorizza il nostro territorio. E il bestiame che viene privato della libertà per garantirgli la sopravvivenza.

In questa complicata situazione dove troviamo un beneficio? Da nessuna parte. Nessun valore aggiunto per il nostro territorio, permettiamo a un grande predatore di vagare indisturbato in attesa che uccida un numero sufficiente di capi così da poter intervenire.

Piena solidarietà agli agricoltori che svolgono un lavoro preziosissimo e la speranza che si possa un giorno modificare le leggi, così da poter risolvere queste situazioni in maniera più efficace e in tempi rapidi.

Jonathan Scolari, Sonogno

Relatore

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  • Come nessun beneficio? Pecoroni sotto controllo lo chiama "nessun valore aggiunto"?
    Se così fosse anche per buona parte dell' utenza bipede, il Cantone avrebbe più "vitalità" che opportunismo e, di conseguenza , una classe dirigente meno scialba e prona ai padroncini di turno

  • Sarà che con le pecore son cresciuto (anni 50 del secolo scorso)quando un gregge di centinaia di pecore incustodito in cima a una valle chiusa durante due mesi d’estate ritornava intero per la gioia di tutti, ma allora non si sentiva la mancanza del lupo. Ma i tempi cambiano,qualcuno (non chi é toccato direttamente dal problema )che le pecorelle le vede da lontano (o da vicino in un parco artificiale dove le può anche toccare )particolarmente sensibile agli equilibri ecologici, ha deciso che il vero problema é ristabilire l’ordine naturale dove la legge é quella del predatore.

  • Già. Allora stiliamo la graduatoria, attuale, dei principali predatori:
    1.- Economia finanziarizzata
    2.- Multinazionali e grossi cartelli economici
    3.- Aziende medie e piccole
    4.- Governi e relativi parlamenti
    Come si può notare il lupo non compare se non nella fantasia snaturata dei contadini possidenti. Quelli del "roba mia, vientene con me" di verghiana memoria.

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