Londra, 15 gennaio 2019. Westminster boccia l’accordo che la May aveva ponderato di prendere con Bruxelles. La Camera dei Comuni, nonostante la May si fosse mostrata speranzosa all’annuncio della votazione, ha detto no all’accordo, con 432 contrari contro 202 favorevoli.
Il primo ministro britannico, Theresa May, leader dei Tory, dopo la pesante sconfitta di 230 deputati contro di lei, si è detta pronta a sottoporsi a una mozione di sfiducia, che il leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, ha già presentato. La mozione di sfiducia sarà messa ai voti domani, alle ore 20. Se il governo cadesse, il nuovo governo, già pondera la stampa, sarebbe più duro con la Brexit di quanto non lo sia stata la May.
Se invece, entro 14 giorni dalla mozione di sfiducia, qualora questa andasse in porto, nessun governo dovesse ricevere il voto di fiducia per formarsi, allora il Parlamento verrebbe sciolto e sarebbero indette nuove elezioni.
La “scadenza” per l’uscita definitiva del Regno Unito dall’UE, con o senza accordo, è il 29 marzo. Se entro quella data il governo, questo o quello nuovo, non sarà formato, il Regno Unito sarà di fatto fuori dall’Unione. Con o senza accordo.
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