L’Italia e i suoi grandi sforzi sul territorio per rendere sempre più fruibile il patrimonio artistico e la sua storia. E, se una domanda sorge spontanea visitando la mostra in anteprima per la stampa de “Gli Animali nell’Arte dal Rinascimento a Ceruti” a Palazzo Martinengo a Brescia, è proprio dove trovassero poi spazio quelle opere e quelle tele in origine, una volta realizzate e dove e perchè, sono ora.
E così, dopo aver ospitato oltre 200.000 visitatori negli ultimi quattro anni di grandi mostre, l’Associazione chiamata Amici di Palazzo Martinengo, hanno deciso di festeggiare il loro quinto anno di attività con una mostra, curata da Davide Dotti e patrocinata dal WWF, che è un grande dono per la città: riappropriarsi di quel modo di rappresentare i “cari amici animali”, partendo dal Rinascimento, sino a Ceruti, passando quindi anche da tutto il barocco italiano e testimoniando un modo di fare arte, molto tipico della zona, che ha anche una grande valenza storica. Un grande sforzo, di ricerca, recupero delle tele e restauri che merita sicuramente una visita associando perchè no, anche una gita gastronomica.
Inoltre, come nel caso del “Maestro della Fertilità dell’ Uovo”, ha un forte rimando alla storia recente di questi quadri, quasi una legge del contrappasso: tramandati spesso di generazione in generazione, e tipici di questa zona d’ Italia, ai tempi della seconda guerra mondiale, spesso nei castelli bresciani si ospitavano i comandi degli eserciti alleati ed ora, proprio in alcuni musei americani, sono ospitati queste opere.
Concludendo, grazie al patrocinio del WWF Italia, che, come recita il comunicato stampa “permetterà di approfondire durante la visita alcune tematiche particolarmente importanti quali la salvaguardia dell’ambiente, delle specie protette e della biodiversità, la cultura della sostenibilità contro lo spreco di risorse, il rispetto degli ecosistemi e la lotta contro il bracconaggio”. Non solo quindi animali nella pittura, sacra mitologica e non, ma anche ritratti di cani, gatti, pesci , uccelli e splendidi grilli e farfalle, in quel rapporto , millenario che a reso il rapporto uomo e animale intenso e ricco, tanto da evocane anche di onirici, fantastici e buffi.
Una mostra dove gli animali vengono presentati come in uno zoo artistico, così come intervengono nella vita degli uomini, sia essa religiosa, di gioco o di quotidianità in un continuo dialogo e rapporto, tra specie diverse tra il fantastico e spesso il grottesco. In particolare nella sezione sui pittori dell’immaginario quasi ad insegnare ad “uscire dagli schemi”, a vivere liberi e chissà in modo semplice e genuino , come gli animali appunto, e come anche gli artisti dell’Accademia dei Facchini della Svizzera della Val di Blenio, così attiva a Milano nel secondo cinquecento, docet.
Cristina T. Chiochia
…
Commemorazione Amb. Luca Attanasio, Limbiate MI 22/2/2026. Nell’ambito delle iniziative promosse in occasione della commemorazione…
Ticinolive Iniziamo con una domanda che è d’obbligo: come ha capito che l’arte sarebbe stata…
La Skull and Bones è una società segreta fondata nel 1832 all'Università di Yale, originariamente…
di Vittorio Volpi Colpo di scena oggi in Cina. L’operazione di offerta pubblica “Ant Corp”, deal…
Nella Francia degli anni Ottanta del secolo decimo nono si nacque una nuova corrente. destinata a…
Francesco Pontelli I tassi di crescita dell'Economia nelle macroaree mondiali risultano mediamente dalle tre alle…
This website uses cookies.