Estero

Rivolta in un carcere in Venezuela: 30 detenuti morti e 19 agenti di polizia feriti

Almeno 30 detenuti sono deceduti nel tardo pomeriggio di giovedì 24 maggio nel carcere di Acarigua, in Venezuela. Il motivo della strage una rivolta scoppiata in seguito alla morte di un detenuto avvenuta il giorno prima per motivi non ancora conosciuti. Lo riferisce la ONG Observatorio Venezolano de Prisone.

A quanto riferiscono i media venezuelani, in seguito alla morte del carcerato molti altri detenuti avrebbero tentato un’evasione di massa. Sul posto sono intervenuti i funzionari della Polizia nazionale bolivariana, il Comando nazionale anti-estorsioni e sequestro e la polizia dello stato di Portuguesa.

Oltre ai 30 detenuti morti, ci sono stati anche 26 feriti tra cui 19 agenti di polizia e 7 carcerati. Secondo la ricostruzione Oscar Valero, capo della sicurezza dello stato di Portuguesa, i detenuti avrebbero lanciato una pioggia di proiettili e tre granate contro le forze dell’ordine, versione messa fortemente in dubbio dall’Observatorio Venezolano de Prisone. Secondo la ricostruzione della ONG invece la rivolta ha avuto inizio quando la polizia ha fatto irruzione nella prigione e portato via i visitatori che si trovavano in quel momento nella struttura, per la maggior parte mogli e fidanzate dei carcerati. Una terza versione, fornita da un’altra ONG, dichiara che uno dei detenuti avrebbe preso in ostaggio dei visitatori e poi sarebbe stato ucciso dalla polizia intervenuta sul posto.

Non è ancora chiaro quale sia la versione più veritiera ma il problema delle carceri venezuelane non è di certo nato da poco. Il sovraffollamento, la mancanza di cibo e le continue denunce di abusi non fanno di certo pensare ad una situazione regolare. l carcere di Acarigua è stato progettato per accogliere 60 detenuti ma allo stato attuale ne ospita circa 500. Secondo quanto riportato dalle ONG i detenuti avrebbero continuato per settimane a chiedere di essere trasferiti altrove, senza risultati. La protesta di Acarigua non è stata l’unica: molti sono i casi in cui le rivolte interne nelle prigioni hanno portato a momenti di violenza sollevando non pochi dubbi sul rispetto dei diritti umani.

MK

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