Il 16 ottobre 2017 a Malta venne assassinata, con un’autobomba, la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Indagati i fratelli George e Alfred Degiorgio, 55 e 53 anni, e Vincent Muscat, 55 anni, tutti pregiudicati. Arrestati grazie alla collaborazione internazionale di Scotland Yard, dell’Fbi e dell’Europol, vennero subito arrestati per omicidio volontario, associazione a delinquere e partecipazione attiva all’esecuzione, nonché per possesso illegale di armi esplosive.
Oggi la Procura maltese ha chiesto tre ergastoli per i tre imputati. Il governo maltese è stato contestato dai “sostenitori “dei terroristi, che lo hanno visto come “complice” della famiglia della giornalista, Ma i reati contestati agli imputati sono sei per ognuno, gravissimi, e vi sono anche i ruoli che ognuno di essi avrebbe avuto nella premeditazione dell’assassinio. La detonazione della bomba comporta di per sé una pena dai 20 ai 40 anni.
La giornalista e blogger maltese era attiva contro la corruzione, ed è stata uccisa, all’età di 53 anni, dopo che già aveva ricevuto minacce di morte.
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