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Il maestro Wang Yigang (Cina) e il maestro Tim Parchikov (Russia) incontrano i giornalisti a Pura. Fotogallery

6 agosto (giorno di Hiroshima) 2019  La sera, inaugurazione di due mostre al Rivellino Leonardo da Vinci:  il maestro Wang Yigang, uno dei massimi artisti cinesi in Arte contemporanea, e il giovane maestro russo Tim Parchikov, fotografo d’arte (“Suspense”).

Prima di Locarno c’è Pura, villaggio del Malcantone. Saranno accolti nell’antica casa Crivelli (si dice che all’atto della sua fondazione regnasse a Milano il crudele duca Galeazzo Maria Sforza, che morì assassinato sotto il pugnale dei congiurati il 26 dicembre 1476; a lui succedettero Gian Galeazzo e Ludovico detto “il Moro”, che cadde nelle mani di Louis XII e morì miseramente prigioniero in Francia).


Arminio Sciolli, gallerista e promotore culturale, patron del Rivellino e padrone di casa, accoglie gli artisti con un pranzo. Sono presenti giornalisti, fotografi e operatori televisivi, oltre a varie  personalità di rilievo; citiamo, da San Pietroburgo, il direttore museale Joseph Kiblitzky.


I primi ospiti arrivano a mezzogiorno. Si comincia con un giro esplorativo. La casa di Arminio è come una caverna di Alì Babà. Molto antica ma colma (principalmente) di arte contemporanea. Vi regna un apparente disordine ma l’impressione è superficiale. Arminio, a intervalli, riordina l’arredamento artistico, appende, sposta, aggiunge toglie.

 





I maestri Wang e Parchikov visitano la casa Crivelli, al piano terra e al primo piano. Numerosissime sono le opere, che Arminio Sciolli commenta ad una ad una, con il codazzo dei giornalisti al seguito.





Per finire si pranza. Piatto principale: salmone al forno con verdure al salto, eccellente. La conversazione si svolge in varie lingue: cinese, russo, francese (Parchikov), tedesco, inglese e italiano.

Presto si partirà per Locarno dove all’interno del Rivellino (cioè della fortezza progettata da Leonardo da Vinci) il maestro Wang si produrrà in una performance creando un’opera con mani e piedi, senza alcun pennello. E l’indomani il gran Festival locarnese scatta dai blocchi di partenza (previste forti piogge, temporali e grandine).

 

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